Il Papa: "Confessarsi e cambiare vita per i peccati contro il Creato"

Papa Francesco
Foto: Martha Calderon Aci Group
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La misericordia anche per il Creato, la Casa comune. Un gesto ecumenico di Papa Francesco in linea con la Laudato si. Nel suo messaggio il Papa ricorda l’impegno della Chiesa ortodossa per attirare “l’attenzione sulla crisi morale e spirituale che sta alla base dei problemi ambientali e del degrado”. Il Papa non menziona l’impegno specifico dei vescovi italiani che da undici anni hanno dichiarato il 1 settembre giornata per la Custodia del Creato. 

Il Papa riprende i temi classici della perdita della biodiversità e della distruzione degli ecosistemi, “spesso provocate dai nostri comportamenti irresponsabili ed egoistici”.

Riscaldamento del pianeta e disastri naturali mettono a rischio “i poveri del mondo, che pure sono i meno responsabili dei cambiamenti climatici, sono i più vulnerabili e già ne subiscono gli effetti.

Come l’ecologia integrale mette in evidenza, gli esseri umani sono profondamente legati gli uni agli altri e al creato nella sua interezza. Quando maltrattiamo la natura, maltrattiamo anche gli esseri umani. Allo stesso tempo, ogni creatura ha il proprio valore intrinseco che deve essere rispettato”.

Il Papa parla della necessaria responsabilità anche nel coltivare la terra: “Coltivarla “troppo” – cioè sfruttandola in maniera miope ed egoistica –, e custodirla poco è peccato”.

E in questo anno giubilare, dice il Papa  “impariamo a cercare la misericordia di Dio per i peccati contro il creato che finora non abbiamo saputo riconoscere e confessare; e impegniamoci a compiere passi concreti sulla strada della conversione ecologica”.

Esame di coscienza quindi, anche per i piccoli danni ecologici, e ritorno alla richiesta di perdono di Giovanni Paolo II per “fare ammenda per l’intolleranza religiosa passata e presente, così come per le ingiustizie commesse verso gli ebrei, le donne, i popoli indigeni, gli immigrati, i poveri e i nascituri”.  E quindi, dice il Papa, confessiamo tutti i peccati contro la Creazione “e la grazia misericordiosa di Dio che riceviamo nel Sacramento ci aiuterà a farlo”.

Esame di coscienza, pentimento, confessione e impegno a cambiare vita, per avere atteggiamenti responsabili anche nella  “economia e la politica, la società e la cultura” che  “non possono essere dominate da una mentalità del breve termine e dalla ricerca di un immediato ritorno finanziario o elettorale. Esse devono invece essere urgentemente riorientate verso il bene comune, che comprende la sostenibilità e la cura del creato”.

Nel messaggio il Papa ricorda il tema del  “debito ecologico” tra il Nord e il Sud del mondo e della necessità di “un crescente consenso politico”.

Cura del Creato come opera di misericordia corporale allora: “mi permetto di proporre un complemento ai due tradizionali elenchi di sette opere di misericordia, aggiungendo a ciascuno la cura della casa comune”. E spirituale, perché “la cura della casa comune richiede «la contemplazione riconoscente del mondo» (Enc. Laudato si’, 214) che «ci permette di scoprire attraverso ogni cosa qualche insegnamento che Dio ci vuole comunicare»”.

Infine il Papa propone una preghiera tratta dalla enciclica Laudato Si.

«O Dio dei poveri,
aiutaci a riscattare gli abbandonati
e i dimenticati di questa terra
che tanto valgono ai tuoi occhi. […]
O Dio d’amore, mostraci il nostro posto in questo mondo
come strumenti del tuo affetto per tutti gli esseri di questa terra» (ibid., 246).
O Dio di misericordia, concedici di ricevere il tuo perdono
e di trasmettere la tua misericordia in tutta la nostra casa comune.
Laudato si’.
Amen.

Nella presentazione alla stampa il cardinale Turskon presidente di Giustizia e Pace e appena nominato a capo del dicastero per lo sviluppo umano integrale, ha ricordato alcuni passaggi del discorso del Papa ai Movimenti popolari circa la imposizione nel mondo di "un sistema ha imposto la logica del profitto ad ogni costo senza pensare all' esclusione sociale o alla distruzione della natura".

Turkson ha ricordato l'accordo di Parigi e la solidarietà in chiave globale.

Dell'aspetto ecumenico ha parlato monsignor Farrel segretario del Pontificio consiglio per l'Unità dei cristiani. E' importante, ha detto, che tutte le Chiese preghino insieme. C'è una coscienza comune del fatto che abusare della natura è una "struttura di peccato", ed è sorto il desiderio di riflettere sulla responsabilità solidale della salvaguardia dell'ambiente. Farrel ha ripercorso le tappe delle nascita della Giornata inziata nel 1989.

L'idea è quella di creae un ambiente spirtuale positivo tra le confessioni cristiane per poter anche affrontare le questioni difficili che ancora ci sono da risolvere con maggiore serenità.

 

 

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