Il Papa contro la falsa compassione dell'eutanasia

Il Papa saluta i disabili
Foto: Daniel Ibanez / CNA
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La “risposta adeguata”  al valore immenso della persona malata, é la compassione che è “fatta di rispetto, comprensione e tenerezza” per questo ai medici serve un “cuore compassionevole”.

Papa Francesco lo ha detto ai dirigenti degli Ordini dei medici di Spagna e America Latina, ricevuti in 150 in Sala Clementina alla vigilia del Giubileo degli ammalati e delle persone disabili. Ed ha aggiunto che nessuna  presunta pietà può però giustificare e approvare la morte di un paziente.

“Nella nostra cultura tecnologica e individualista- ha detto il Papa- la compassione non sempre è ben accolta”  e “ci sono quelli che si nascondono dietro una presunta pietà per giustificare ed approvare la morte di un paziente. E non lo è. La vera compassione non emargina o umilia nessuno” non esclude  e non considera una cosa buona la sua scomparsa, ha detto il Papa. Questa falsa idea di compassione,ha spiegato “significherebbe il trionfo dell'egoismo, di quella "cultura dello scarto", che rifiuta e disprezza le persone che non soddisfano determinati standard di salute, la bellezza e l'utilità”.

Quindi non si può “cedere” - alla tentazione di “applicare soluzioni rapide e drastiche”.

Invece il Papa racconta che gli piace “benedire le mani dei medici” come segno di riconoscimento della compassione che si fa carezza di salute. Perché la salute è “uno dei doni più preziosi e desiderati da tutti”. Quanto fa bene, prosegue, all’esercizio della medicina pensare e sentire che “il malato è nostro vicino”, che “nel suo corpo lacerato si riflette il mistero della carne di Cristo stesso”.

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