Il Papa: "Dio si è unito per sempre alla nostra umanità"

L'Angelus di oggi di Papa Francesco

Papa Francesco
Foto: Vatican Media / ACI group
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"Oggi il Vangelo dice che Colui che abbiamo contemplato nel suo Natale, Gesù, esisteva prima: prima dell’inizio delle cose, prima dell’universo. Prima di tutto. Egli è prima dello spazio e del tempo". Papa Francesco guida con queste parole l'Angelus di oggi dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

"San Giovanni lo chiama Verbo, cioè Parola. Che cosa vuole dirci con ciò? La parola serve per comunicare: non si parla da soli, si parla a qualcuno. Ora, il fatto che Gesù sia fin dal principio la Parola significa che dall’inizio Dio vuole comunicare con noi, vuole parlarci", dice ancora il Papa prima della preghiera mariana.

"Ecco lo stupendo messaggio di oggi: Gesù è la Parola eterna di Dio, che da sempre pensa a noi e desidera comunicare con noi - ribadisce il Pontefice - Per farlo, è andato oltre le parole. Non poteva dire, in modo più elegante, che si fece uomo? No, utilizza la parola carne perché essa indica la nostra condizione umana in tutta la sua debolezza, in tutta la sua fragilità".

"Caro fratello, cara sorella, Dio si è fatto carne per dirti che ti ama proprio lì - assicura il Papa - nelle tue fragilità; proprio lì, dove ti vergogni di più".
"Si fece carne e non è tornato indietro. Non ha preso la nostra umanità come un vestito, che si mette e si toglie. No, non si è più staccato dalla nostra carne. E non se ne separerà mai: ora e per sempre Egli è in cielo con il suo corpo di carne umana. Si è unito per sempre alla nostra umanità, potremmo dire che l’ha sposata. A me piace pensare che quando Gesù parla a Dio gli fa vedere le piaghe che ha sofferto per noi. Gesù con la sua carne e davanti il Padre", conclude Papa Francesco.

Subito dopo la recita dell'Angelus il Papa passa ai consueti saluti. "Rinnovo a tutti voi i miei auguri per l'anno appena iniziato, sappiamo che le cose andranno meglio nella misura in cui, con l’aiuto di Dio, lavoreremo insieme per il bene comune, mettendo al centro i più deboli e svantaggiati. Non sappiamo che cosa ci riserverà il 2021, ma ciò che ognuno di noi e tutti insieme possiamo fare è di impegnarci un po’ di più a prenderci cura gli uni degli altri e del creato, la nostra casa comune".

Francesco continua: "C'è la tentazione di prendersi cura solo dei propri interessi, continuare a fare la guerra, per esempio, concentrarsi solo sul profilo economico, vivere edonisticamente, cioè cercando solamente di soddisfare il proprio piacere... C’è, quella tentazione. Ho letto sui giornali una cosa che mi ha rattristato abbastanza: in un Paese, non ricordo quale, per fuggire dal lockdown e fare le vacanze bene, sono usciti quel pomeriggio più di 40 aerei. Ma quella gente, che è gente buona, ma non ha pensato a coloro che rimanevano a casa, ai problemi economici di tanta gente che il lockdown ha buttato a terra, agli ammalati? Soltanto, fare le vacanze e fare il proprio piacere. Questo mi ha addolorato tanto".

"Rivolgo un particolare saluto a quanti iniziano il nuovo anno con maggiori difficoltà, ai malati, ai disoccupati, a quanti vivono situazioni di oppressione o sfruttamento. E con affetto desidero salutare tutte le famiglie, specialmente quelle in cui ci sono bambini piccoli o che aspettano una nascita. Sempre una nascita è una promessa di speranza. Sono vicino a queste famiglie!", conclude il Pontefice.

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