Il Papa: dopo essermi confessato festeggio?

Il Papa celebra la messa del Crisma
Foto: CTV
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“Come sacerdoti, noi ci identifichiamo con quel popolo scartato, che il Signore salva, e ci ricordiamo che ci sono moltitudini innumerevoli di persone povere, ignoranti, prigioniere, che si trovano in quella situazione perché altri li opprimono. Ma ricordiamo anche che ognuno di noi sa in quale misura tante volte siamo ciechi, privi della bella luce della fede, non perché non abbiamo a portata di mano il Vangelo, ma per un eccesso di teologie complicate. Sentiamo che la nostra anima se ne va assetata di spiritualità, ma non per mancanza di Acqua Viva – che beviamo solo a sorsi –, ma per un eccesso di spiritualità “frizzanti”, di spiritualità “light””.

É questa la riflessione che il Papa lascia ai sacerdoti che questa mattina con lui hanno celebrato la messa del Crisma durante la quale si consacrano gli olii sacri per i Sacramenti e si rinnovano le promesse sacerdotali.

E ai sacerdoti il Papa dice tra l’altro: “ Ci sentiamo anche prigionieri, non circondati, come tanti popoli, da invalicabili mura di pietra o da recinzioni di acciaio, ma da una mondanità virtuale che si apre e si chiude con un semplice click. Siamo oppressi, ma non da minacce e spintoni, come tanta povera gente, ma dal fascino di mille proposte di consumo che non possiamo scrollarci di dosso per camminare, liberi, sui sentieri che ci conducono all’amore dei nostri fratelli, al gregge del Signore, alle pecorelle che attendono la voce dei loro pastori.

E Gesù viene a riscattarci, a farci uscire, per trasformarci da poveri e ciechi, da prigionieri e oppressi in ministri di misericordia e consolazione”.

Il Papa commenta il Vangelo di oggi ricordando che “Gesù, con le sue parole e i suoi gesti, fa in modo che si riveli quello che ogni uomo e donna porta nel cuore. Gesù non combatte per consolidare uno spazio di potere. Se rompe recinti e mette in discussione sicurezze è per aprire una breccia al torrente della Misericordia che, con il Padre e lo Spirito, desidera riversare sulla terra. Una Misericordia che procede di bene in meglio: annuncia e porta qualcosa di nuovo: risana, libera e proclama l’anno di grazia del Signore”.

E parla della Misericordia divina secondo due ambiti quello dell’incontro e quello del suo perdono che ci fa vergognare e ci dà dignità.

Una Misericordia  dice il Papa “che ogni giorno cerca il modo di fare un passo avanti, un piccolo passo in là, avanzando sulla terra di nessuno, dove regnavano l’indifferenza e la violenza”.

Allora ecco alcuni suggerimenti : “La misericordia restaura tutto e restituisce le persone alla loro dignità originaria, Può farci bene domandarci: dopo essermi confessato, festeggio?”.

E ancora, una Misericordia che “ci fa passare direttamente dalla vergogna più vergognosa alla dignità più alta senza passaggi intermedi”.

E aggiunge: “La nostra risposta al perdono sovrabbondante del Signore dovrebbe consistere nel mantenerci sempre in quella sana tensione tra una dignitosa vergogna e una dignità che sa vergognarsi: atteggiamento di chi per sé stesso cerca di umiliarsi e abbassarsi, ma è capace di accettare che il Signore lo innalzi per il bene della missione, senza compiacersene”.

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