Il Papa, essere battezzati significa abbandonare le luci false

Papa Francesco saluta i presenti in piazza dopo la preghiera del' Angelus
Foto: Osservatore Romano/Aci Group
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“Il cieco dalla nascita rappresenta ognuno di noi, che siamo stati creati per conoscere Dio, ma a causa del peccato siamo come ciechi, abbiamo bisogno di una luce nuova, quella della fede, che Gesù ci ha donato”. Così Papa Francesco ha commentato il Vangelo della IV domenica di Quaresima, la “laetare” per “rallegrarsi” della salvezza di Dio.

Una pagina evangelica che, spiega il Papa “ci induce a riflettere sulla nostra fede in Cristo, il Figlio di Dio, e al tempo stesso si riferisce anche al Battesimo, che è il primo Sacramento della fede: il Sacramento che ci fa “venire alla luce”, mediante la rinascita dall’acqua e dallo Spirito Santo”.

Certo essere figli della luce “esige un cambiamento radicale di mentalità, una capacità di giudicare uomini e cose secondo una nuova scala di valori, che viene da Dio” e anche “abbandonare le luci false: la luce fredda e fatua del pregiudizio contro gli altri, perché il pregiudizio distorce la realtà e ci carica di avversione contro coloro che giudichiamo senza misericordia e condanniamo senza appello. Quando si chiacchiera degli altri si cammina nelle ombre. Un’altra luce falsa, perché seducente e ambigua, è quella dell’interesse personale: se valutiamo uomini e cose in base al criterio del nostro utile, del nostro piacere, del nostro prestigio, non facciamo la verità nelle relazioni e nelle situazioni”.

Il Papa ha concluso la sua riflessione guardando a Maria perché “ci ottenga la grazia di accogliere nuovamente in questa Quaresima la luce della fede, riscoprendo il dono inestimabile del Battesimo. E questa nuova illuminazione ci trasformi negli atteggiamenti e nelle azioni, per essere anche noi, a partire dalla nostra povertà, portatori di un raggio della luce di Cristo”.

Dopo aver salutati i presenti il Papa ha ricordato che “ieri ad Almería in Spagna sono stati proclamati beati José álvarez-Benavides y de la Torre e centoquattordici compagni martiri. Questi sacerdoti, religiosi e laici sono stati testimoni eroici di Cristo e del suo Vangelo di pace e di riconciliazione fraterna. Il loro esempio e la loro intercessione sostengano l’impegno della Chiesa nell’edificare la civiltà dell’amore”.

Salutando un gruppo di Milano il Papa ha ricordato la visita di ieri, "mi sono sentito a casa"  con credenti e non credenti, un grazie per il cardinale Scola infine ed è vero, ha detto il Papa, come si dice " Milan col cor in man".

Non molte le presenza in piazza oggi perché da due giorni Roma è blindata e deserta a causa delle cerimonie per i 60 anni dei Trattati di Roma.

 

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