Il Papa: "Gesù potente in parole e opere". Poi una preghiera per l'Afghanistan

Papa Francesco
Foto: Alexey Gotovsky CNA
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Dopo aver celebrato la Messa a Santa Maria Maggiore Papa Francesco si è presentato puntuale alla finestra del Palazzo Apostolico per la recita dell'Angelus.

Il Vangelo di oggi ci presenta Gesù "come profeta potente in parole e in opere". A differenza degli scribi - spiega il Papa - "Gesù insegna come uno che ha autorità, rivelandosi così come l’Inviato di Dio, e non come un semplice uomo che deve fondare il proprio insegnamento sulle tradizioni precedenti. Gesù ha una piena autorevolezza".

Ma Gesù - aggiunge - "si rivela potente anche nelle opere" liberando ad esempio gli indemoniati. "La potenza di Gesù conferma l’autorevolezza del suo insegnamento. Egli non pronuncia solo parole, ma agisce. Così manifesta il progetto di Dio con le parole e con la potenza delle opere".

"Il brano evangelico di oggi - prosegue Francesco - ci mostra che Gesù è il nostro Maestro, potente in parole e opere. Gesù ci comunica tutta la luce che illumina le strade, a volte buie, della nostra esistenza; ci comunica anche la forza necessaria per superare le difficoltà, le prove, le tentazioni. Pensiamo a quale grande grazia è per noi aver conosciuto questo Dio così potente e così buono! Un maestro e un amico, che ci indica la strada e si prende cura di noi, specialmente quando siamo nel bisogno".

Dopo aver recitato l'Angelus il pensiero del Papa è andato all'Afghanistan, dove ieri un attentato terroristico ha provocato una strage. "Fino a quando il popolo afghano dovrà sopportare questa disumana violenza? Preghiamo per tutte le vittime e per le loro famiglie; e preghiamo per quanti, in quel Paese, continuano a lavorare per costruire la pace".

Il Papa ha poi ricordato la celebrazione della Giornata mondiale dei malati di lebbra. "Questa malattia purtroppo - osserva Francesco - colpisce ancora soprattutto le persone più disagiate e più povere. A questi fratelli e sorelle assicuriamo la nostra vicinanza e solidarietà; e preghiamo anche per coloro che li assistono e si adoperano per il loro reinserimento nella società".

Infine il saluto ai giovani dell’Azione Cattolica della Diocesi di Roma convenuti come da tradizione per la “Carovana della Pace”. "Non stancatevi - è stato l'appello del Papa - di essere strumenti di pace e di gioia tra i vostri coetanei". Il Pontefice ha poi lasciato la parola a due ragazzi che hanno letto - come di consueto - il loro messaggio dalla finestra insieme al Papa. "Quando preghiamo male, le nostre preghiere non arrivano e per questo serve un aiuto... Cercate l'aiuto di qualcuno quando le preghiere non salgono", ha concluso Francesco dopo che i ragazzi hanno liberato verso il cielo i palloncini. 

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