Il Papa: "I poveri sono il centro del Vangelo, non uno slogan comunista"

L'incontro del Papa con i Gesuiti cileni
Foto: Vatican Media - ACI Group
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Dal momento della mia elezione "ho provato molta pace. E fino ad oggi quella pace non mi ha lasciato. È un dono del Signore, di cui sono grato. E davvero spero che non me lo tolga. Le cose che non mi tolgono la pace, ma sì mi addolorano, sono i pettegolezzi: mi rattristano. Accade spesso nei mondi chiusi. Quando accade in un contesto di sacerdoti o di religiosi, a me viene da chiedere: ma come è possibile? Vuoi finire come uno scapolone pettegolo?". Lo ha detto il Papa nel dialogo - riportato da Padre Antonio Spadaro - con i suoi confratelli gesuiti in Cile, lo scorso 16 gennaio, e in Perù, lo scorso 19 gennaio. I testi - le cui anticipazioni sono state diffuse in queste ore - saranno pubblicati nel numero de La Civiltà Cattolica in uscita sabato.

Francesco rilancia l'importanza del discernimento, come spiegato anche nell'Esortazione Apostolica postsinodale Amoris Laetitia. E sulla situazione della Compagnia di Gesù, il Pontefice mette in guardia i confratelli dalla "desolazione istituzionale" che "porta all’amarezza, al disinganno". Scrivono che sono eretico? "Quando in chi scrive non vedo bontà spirituale, prego per loro e non mi soffermo per igiene mentale".

Anche nei colloqui con i gesuiti cileni e peruviani, Francesco affronta il tema degli abusi sessuali. "È la desolazione più grande - osserva - che la Chiesa sta subendo. Questo ci spinge alla vergogna, che è anche una grazia molto ignaziana. E quindi prendiamola come grazia e vergogniamoci profondamente. Dobbiamo amare una Chiesa con le piaghe. Molte piaghe... La percentuale dei pedofili che sono preti cattolici non raggiunge il 2%, è dell’1,6%. Ma è terribile anche se fosse uno solo di questi nostri fratelli! Perché Dio l’ha unto per santificare bambini e grandi, e lui li ha distrutti. È orribile! Bisogna ascoltare che cosa prova un abusato o un’abusata! Di venerdì mi incontro abitualmente con alcuni di loro. Il loro processo è durissimo, restano annientati. Per la Chiesa è una grande umiliazione. Mostra non solo la nostra fragilità ma anche il nostro livello di ipocrisia. È curioso: il fenomeno dell’abuso ha toccato alcune Congregazioni nuove, prospere. Lì l’abuso è sempre frutto di una mentalità legata al potere, che va guarita nelle sue radici maligne. Ci sono tre livelli di abuso che vanno insieme: abuso di autorità, sessuale, e pasticci economici. Il denaro c’è sempre di mezzo: il diavolo entra dal portafoglio".

Infine una previsione sul futuro della Chiesa. Francesco invita a riprendere il Concilio Vaticano II e la Lumen Gentium. "A noi - ricorda il Papa - il Signore sta chiedendo di essere Chiesa in uscita, ospedale da campo... Una Chiesa povera per i poveri! I poveri non sono una formula teorica del partito comunista, sono il centro del Vangelo! . Ci sono forti resistenze, ma per me il fatto che nascano è il segno che si va per la via buona. Altrimenti il demonio non si affannerebbe a fare resistenza".

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