Il Papa in Colombia: "Non c'è pace senza riconciliazione"

Il Papa a Villavicencio
Foto: Eduardo Berdejo
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La seconda Messa in Colombia Papa Francesco la celebra a Villavicencio, presiedendo il rito di beatificazione dei Servi di Dio Jesús Emilio Jaramillo Monsalve, Vescovo di Arauca, e Pedro María Ramírez Ramos, sacerdote. Alla partenza da Bogotà, il Papa ha voluto incontrare in aeroporto un gruppo di 400 reduci, militari e agenti di polizia.

L’omelia del Papa parte dalla liturgia odierna, dedicata alla Natività della Vergine Maria che - spiega Francesco - “è il primo splendore che annuncia la fine della notte e, soprattutto, il giorno ormai vicino. La sua nascita ci fa intuire l’iniziativa amorosa, tenera, compassionevole dell’amore con cui Dio si china fino a noi e ci chiama a una meravigliosa alleanza con Lui, che niente e nessuno potrà rompere”.

Il Vangelo di oggi elenca la genealogia di Gesù, un elenco che dimostra una “storia viva, storia di un popolo con cui Dio ha camminato e, facendosi uno di noi, ha voluto annunciarci che nel suo sangue scorre la storia di giusti e peccatori, che la nostra salvezza non è una salvezza asettica, di laboratorio, ma concreta, di vita che cammina. E inoltre include, nella nostra storia di salvezza, quelle pagine più oscure o tristi, i momenti di desolazione e abbandono paragonabili all’esilio”.

“Maria col suo generoso sì - aggiunge il Pontefice - ha permesso che Dio si facesse carico di questa storia. Giuseppe, uomo giusto, non ha lasciato che l’orgoglio, le passioni e lo zelo lo gettassero fuori da questa luce. Per la modalità della narrazione, noi sappiamo prima di Giuseppe quello che è successo a Maria, e lui prende decisioni dimostrando la sua qualità umana prima ancora di essere aiutato dall’angelo e arrivare a comprendere tutto ciò che accadeva intorno. La nobiltà del suo cuore gli fa subordinare alla carità quanto ha imparato per legge; e oggi, in questo mondo nel quale la violenza psicologica, verbale e fisica sulla donna è evidente, Giuseppe si presenta come figura di uomo rispettoso, delicato che, pur non possedendo tutte le informazioni, si decide per la reputazione, la dignità e la vita di Maria. E nel suo dubbio su come agire nel modo migliore, Dio la ha aiutato a scegliere illuminando il suo giudizio”.

Il Papa rivolge poi il pensiero al popolo colombiano, e parla di riconciliazione. che “non è una parola astratta; se fosse così, porterebbe solo sterilità, anzi, distanza. Riconciliarsi è aprire una porta a tutte e ciascuna delle persone che hanno vissuto la drammatica realtà del conflitto. Quando le vittime vincono la comprensibile tentazione della vendetta, diventano i protagonisti più credibili dei processi di costruzione della pace. Bisogna che alcuni abbiano il coraggio di fare il primo passo in questa direzione, senza aspettare che lo facciano gli altri. Basta una persona buona perché ci sia speranza! E ognuno di noi può essere questa persona! Ciò non significa disconoscere o dissimulare le differenze e i conflitti. Non è legittimare le ingiustizie personali o strutturali. Il ricorso alla riconciliazione non può servire per adattarsi a situazioni di ingiustizia. Ogni sforzo di pace senza un impegno sincero di riconciliazione sarà un fallimento”.

I due nuovi Beati Jesús Emilio Jaramillo Monsalve e Pedro María Ramírez Ramos - conclude Papa Francesco - “sono segno di questo, espressione di un popolo che vuole uscire dal pantano della violenza e del rancore. In questo ambiente meraviglioso, tocca a noi dire sì alla riconciliazione concreta; che il sì comprenda anche la nostra natura. Non è casuale che anche su di essa abbiamo scatenato le nostre passioni possessive, la nostra ansia di dominio. Tocca a noi dire sì come Maria e cantare con lei le meraviglie del Signore, perché, aiuta tutti i popoli e ogni popolo, aiuta la Colombia che oggi vuole riconciliarsi e la sua discendenza per sempre”.

Prima di concludere la celebrazione Francesco ha espresso vicinanza per le vittime del sisma che ha sconvolto il Messico, pregando inoltre per le vittime provocate dall'uragano Irma. 

Al termine della Messa il Papa incontra una piccola delegazione di vittime della alluvione che ha colpito la città di Mocoa offrendo al loro Vescovo un contributo economico.

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