Abusi, il Papa in Irlanda chiede ancora una volta perdono

Messa al Parco Phoenix
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Con la Santa Messa al Phoenix Park di Dublino Papa Francesco giunge quasi al termine di questo IX Incontro Mondiale delle Famiglie. “In questo prezioso momento di comunione gli uni con gli altri e con il Signore, è bene fare una sosta e considerare la fonte di tutte le cose buone che abbiamo ricevuto”, commenta il Pontefice nell’omelia. Papa Francesco fa anche un fuori programma: nella liturgia penitenziale chiede ancora una volta perdono per gli abusi avvenuti in Irlanda "in diversi tipi di istituzioni religiose". 

Il Papa ribadisce il suo rammarico e chiede perdono in un lungo intervento in spagnolo raccontando anche l'incontro avvenuto ieri con otto vittime di abusi: "Ieri mi sono incontrato con otto persone sopravvissute di abusi di potere, di coscienza e sessuali. Raccogliendo quello che mi hanno detto, vorrei porre davanti alla misericordia del Signore questi crimini e chiederne perdono. Chiediamo perdono per gli abusi in Irlanda, abusi di potere e di coscienza, abusi sessuali da parte di membri qualificati della Chiesa. In modo speciale chiediamo perdono per tutti gli abusi commessi in diversi tipi di istituzioni dirette da religiosi e da religiose e da altri membri della Chiesa. E chiediamo perdono per i casi di sfruttamento lavorativo a cui sono stati sottoposti tanti minori. Chiediamo perdono per le volte in cui come Chiesa non abbiamo offerto ai sopravvissuti di qualsiasi tipo di abuso compassione, ricerca di giustizia e di verità, con azioni concrete. Chiediamo perdono. Chiediamo perdono per alcuni membri della gerarchia che non si sono fatti carico di queste situazioni dolorose e che sono rimasti in silenzio. Chiediamo perdono. Chiediamo perdono per i bambini che sono stati tolti alle loro mamme, e per tutte quelle volte in cui si diceva a tante ragazze-madri che provavano a cercare i loro figli dai quali erano state separate, o ai figli, che cercavano le loro mamme, si diceva che era peccato mortale: questo non è peccato mortale, è il quarto comandamento. Chiediamo perdono. Il Signore mantenga e faccia crescere questo stato di vergogna e di pentimento, e ci dia la forza per impegnarci affinché mai più accadano queste cose e perché si faccia giustizia. Amen".

Ieri, proprio sulla vicenda delle adozioni illegali in Irlanda, due delle vittime che il Papa ha incontrato, Paul Jude Redmond e Clodagh Aileen Malone, avevano chiesto un appello a Papa Francesco perchè si pronunciasse a tal proposito. 

Il Phoenix Park è uno dei parchi urbani più grandi in Europa. Aperto al pubblico dal 1747, il Parco Phoenix ospita al suo interno lo zoo di Dublino, il terzo più antico del mondo e diversi impianti sportivi, giardini e laghi. 

Per Francesco “ogni nuovo giorno nella vita delle nostre famiglie, e ogni nuova generazione, porta con sé la promessa di una nuova Pentecoste, una Pentecoste domestica, una nuova effusione dello Spirito, il Paraclito, che Gesù ci manda come nostro Avvocato, nostro Consolatore e Colui che veramente ci dà coraggio”. 

Il Pontefice tiene ad augurare: “Come uno dei frutti di questa celebrazione della vita familiare, possiate tornare alle vostre case e diventare fonte di incoraggiamento per gli altri, per condividere con loro le parole di vita eterna di Gesù”.

Il Papa commenta poi la seconda lettura odierna di San Paolo sul matrimonio: “E’ una partecipazione al mistero della perenne fedeltà di Cristo alla sua sposa, la Chiesa. Tuttavia questo insegnamento, seppure magnifico, può apparire a qualcuno come una parola dura. Perché vivere nell’amore, come Cristo ci ha amato, comporta l’imitazione del suo stesso sacrificio di sé, comporta morire a noi stessi per rinascere a un amore più grande e più duraturo. Quell’amore che solo può salvare il mondo dalla schiavitù del peccato, dall’egoismo, dall’avidità e dall’indifferenza verso i bisogni dei meno fortunati”. 

“Questo è l’amore – continua il Pontefice nell’omelia - che abbiamo conosciuto in Gesù Cristo. Esso si è incarnato nel nostro mondo mediante una famiglia, e mediante la testimonianza delle famiglie cristiane in ogni generazione ha il potere di infrangere ogni barriera per riconciliare il mondo con Dio e fare di noi ciò che da sempre siamo destinati a essere: un’unica famiglia umana che vive insieme nella giustizia, nella santità e nella pace”. 

Per affrontare le sfide quotidiane Papa Francesco riporta l’esempio di San Colombano, “che col suo piccolo gruppo di compagni portò la luce del Vangelo nelle terre europee in un’epoca di oscurità e di decadenza culturale”. “Ci saranno sempre persone che si opporranno alla Buona Notizia – sottolinea il Pontefice - che mormoreranno contro le sue parole dure. Tuttavia, come San Colombano e i suoi compagni, che affrontarono acque ghiacciate e mari tempestosi per seguire Gesù, non lasciamoci mai influenzare o scoraggiare dallo sguardo gelido dell'indifferenza o dai venti burrascosi dell’ostilità”. 

La grande Croce Papale che si vede nel Parco Phoenix commemora la storica Messa di Papa Giovanni Paolo II, il 29 settembre 1979, davanti ad oltre un milione di persone. Monsignor Diarmuid Martin, Arcivescovo di Dublino, Primate d’Irlanda ricorda l'evento nel saluto iniziale a Papa Francesco e al popolo irlandese: "Trentanove anni fa, oltre un milione di irlandesi si sono radunati attorno a questa Croce per la messa celebrata dal suo predecessore, Papa San Giovanni Paolo II. È stato un momento storico. Dire che oggi lei, Santo Padre, arriva in un’altra Irlanda sarebbe un luogo comune. La Chiesa in Irlanda ha attraversato momenti difficili. La gente è stata ferita nel profondo dell’essere da persone di Chiesa; la fede della gente è stata messa alla prova e la Chiesa di Gesù Cristo è stata ferita". 

"Questa croce che oggi domina il nostro raduno, è un simbolo - continua il Primate - Probabilmente non è mai stata pensata per essere un perenne monumento commemorativo. Ci sono stati momenti in cui la gente ha chiesto di rimuoverla. E momenti in cui questa Croce è apparsa isolata del tutto nella desolazione dell’inverno irlandese. In questi anni l’Irlanda ha avuto i suoi momenti invernali, ma anche i suoi momenti di primavera. Quelli di noi che sanno com'è un inverno irlandese - e ne abbiamo fatto una buona esperienza quest’anno - sanno anche che cosa accade quando spuntano i primi raggi di sole a Primavera. L’Irlanda cambia".

La musica e i compositori irlandesi sono in primo piano durante la Messa al Parco Phoenix. L'inno di apertura si intitola "Una gioia per tutta la Terra" che è l'inno ufficiale di WMOF2018 scritto da Ephrem Feeley. Il noto compositore liturgico Padre Liam Lawton ha composto anche un nuovo Salmo per la Messa, "Il Signore ascolta il grido dei poveri".  Al centro di ogni paramento liturgico c'è la "spirale Trinity", la stessa che si può vedere nel logo del WMOF2018. Le tre parti della spirale rappresentano il mistero della Santissima Trinità e attingono anche dall'immaginario celtico, poiché le spirali si possono trovare su molte pietre antiche e monumenti del passato dell'Irlanda. I colori usati nella spirale sono proprio il verde, il rosso e l'oro dei paramenti.

 

Ti potrebbe interessare