Il Papa, la tendenza eugenetica nega la dignità della persona disabile

Il Papa con un disabile
Foto: OR
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“E’ ancora troppo forte nella mentalità comune un atteggiamento di rifiuto di questa condizione, come se essa impedisse di essere felici e di realizzare sé stessi. Lo prova la tendenza eugenetica a sopprimere i nascituri che presentano qualche forma di imperfezione”.

Papa Francesco lo ha detto oggi ricevendo i partecipanti ad un Convegno sul tema della disabilita promosso dal Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione sul tema : "Catechesi e persone con disabilità: un’attenzione necessaria nella vita quotidiana della Chiesa" che si svolge presso la Pontificia Università Urbaniana fino a domani 22 ottobre 2017.

Certo il Papa apprezza che sia cresciuta la consapevolezza della dignità di ogni persona. ma ancora troppo spesso “una visione spesso narcisistica e utilitaristica porta, purtroppo, non pochi a considerare come marginali le persone con disabilità, senza cogliere in esse la multiforme ricchezza umana e spirituale”.

La risposta del Papa è l’amore: “non quello falso, sdolcinato e pietistico, ma quello vero, concreto e rispettoso. Nella misura in cui si è accolti e amati, inclusi nella comunità e accompagnati a guardare al futuro con fiducia, si sviluppa il vero percorso della vita e si fa esperienza della felicità duratura”. E questo vale per le persone più fragili, ma anche per tutti. “La fede- dice il Papa- è una grande compagna di vita quando ci consente di toccare con mano la presenza di un Padre che non lascia mai sole le sue creature, in nessuna condizione della loro vita. La Chiesa non può essere “afona” o “stonata” nella difesa e promozione delle persone con disabilità”.

Una vicinanza che deve essere concreta anche nella liturgia e la catechesi e nell’incontro con Gesù, perché “nessun limite fisico e psichico potrà mai essere un impedimento a questo incontro, perché il volto di Cristo risplende nell’intimo di ogni persona”.

E c’è la grazia che viene dai Sacramenti dell’iniziazione cristiana:“Impariamo a superare il disagio e la paura che a volte si possono provare nei confronti delle persone con disabilità. Impariamo a cercare e anche a “inventare” con intelligenza strumenti adeguati perché a nessuno manchi il sostegno della grazia".

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