Il Papa: “Le religioni ricostruiscano armonia nel mondo lacerato dalla guerra”

Il tempio del Monte Hiei, dove si è tenuto il 30esimo incontro interreligioso organizzato dai buddisti di osservanza Tendei
Foto: Wikimedia Commons
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L’impegno delle religioni è quello di cercare di ricostruire “l’armonia nelle molti parti del mondo lacerate dalla guerra e dal terrorismo”, creando” relazioni giuste” e “solidarietà fraterna”. Lo ha scritto Papa Francesco, in un messaggio inviato al venerabile Koei Morikawa, sommo sacerdote della denominazione buddhista tendai.

Il messaggio, consegnato dal Cardinale John Tong Hon, inviato speciale del Papa per l’occasione, è stato inviato in occasione del 30esimo incontro di preghiera per la pace sul monte Hiei, a Tokyo, in Giappone.

L’iniziativa nasce a seguito della Giornata Mondiale della preghiera per la pace di Assisi del 27 ottobre 1986. Un gruppo di buddhisti giapponesi prese ispirazione da quell’evento per rilanciare l’idea di un incontro di preghiera in Giappone, e così, un anno dopo, su iniziativa dell’allora capo del buddismo tendai Etai Yamada, venne organizzato un appuntamento di preghiera sul monte Hiei, luogo sacro ai buddisti, con i leader dei religiosi presenti nel paese. Come data, fu scelto il 6 agosto, per ricordare la bomba atomica sganciata nello stesso giorno del 1946 su Hiroshima.

Il messaggio inviato da Papa Francesco si colloca in questo contesto. Oltre all’inviato del Papa, il Cardinale Tong, c’erano anche il vescovo Miguel Angel Ayuso Guixot e monsignor Janakratne Kodithuwakku Kankamalage, segretario e sottosegretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Nel testo, il Papa saluta i “rappresentanti delle diverse tradizioni religiose che partecipano all’appuntamento” e si unisce a loro nel pregare “per un rinnovato fiorire della concordia e dell’armonia nelle molte parti del globo lacerate dalla guerra”.

Papa Francesco sottolinea anche che il summit “contribuisce in modo significativo alla costruzione di quello spirito di dialogo e di amicizia che consente ai seguaci delle religioni del mondo di lavorare insieme nel dischiudere nuovi cammini per la pace nella nostra famiglia umana”.

La preghiera – aggiunge il Papa – “ispira e sostiene il nostro impegno per la pace, perché aiuta a rendere più profondo il nostro rispetto reciproco come persone, rafforza i vincoli di amore tra di noi e sprona a compiere sforzi decisi per promuovere relazioni giuste e solidarietà fraterna”.

Ci vuole quindi “il messaggio fondamentale” della preghiera e della sollecitudine condivisa, per rispondere ai problemi del mondo di oggi “segnato dalla violenza, dal terrorismo e da crescenti minacce alla terra, nostra casa comune”.

Come uomini di fede, conclude Papa Francesco, “crediamo che la pace duratura sia davvero possibile, poiché sappiamo che niente è impossibile se ci rivolgiamo a Dio nella preghiera”.

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