Il Papa: "L’Eucaristia non è il premio dei santi, ma il Pane dei peccatori"

L'Angelus di Papa Francesco

Papa Francesco
Foto: Vatican Media / ACI Group
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"È così, con semplicità, che Gesù ci dona il sacramento più grande". Papa Francesco nell'Angelus di oggi riprende il Vangelo odierno, l'Ultima Cena, e ricorda la festa di oggi, la Solennità del Corpus Domini.

"Al culmine della sua vita, non distribuisce pane in abbondanza per sfamare le folle, ma spezza sé stesso nella cena pasquale con i discepoli. In questo modo Gesù ci mostra che il traguardo della vita sta nel donarsi, che la cosa più grande è servire. E noi ritroviamo oggi la grandezza di Dio in un pezzetto di Pane, in una fragilità che trabocca amore e condivisione. Fragilità è proprio la parola che vorrei sottolineare. Gesù si fa fragile come il pane che si spezza e si sbriciola. Ma proprio lì sta la sua forza. Nell’Eucaristia la fragilità è forza: forza dell’amore che si fa piccolo per poter essere accolto e non temuto; forza dell’amore che si spezza e si divide per nutrire e dare vita; forza dell’amore che si frammenta per riunirci in unità", commenta il Papa.

"Ed è sempre nella notte in cui viene tradito che Gesù ci dà il Pane della vita. Ci regala il dono più grande mentre prova nel cuore l’abisso più profondo: il discepolo che mangia con Lui, che intinge il boccone nello stesso piatto, lo sta tradendo. E il tradimento è il dolore più grande per chi ama. E che cosa fa Gesù? Reagisce al male con un bene più grande. Al “no” di Giuda risponde con il “sì” della misericordia. Quando riceviamo l’Eucaristia, Gesù fa lo stesso con noi: ci conosce, sa che siamo peccatori e sbagliamo tanto, ma non rinuncia a unire la sua vita alla nostra - dice ancora il Pontefice riflettendo sull'Eucaristia - Sa che ne abbiamo bisogno, perché l’Eucaristia non è il premio dei santi, ma il Pane dei peccatori".
Per il Papa "l’Eucaristia guarisce perché unisce a Gesù: ci fa assimilare il suo modo di vivere, la sua capacità di spezzarsi e donarsi ai fratelli, di rispondere al male con il bene".

"Gesù nascendo si è fatto compagno di viaggio nella vita, nella cena si è dato come cibo, nella morte si è fatto prezzo ha pagato per noi, nel cielo è il nostro premio, quello che ci aspetta", dice a braccio il Papa.

Subito dopo la preghiera dell'Angelus il Papa passa ai consueti saluti e lancia subito un appello. "Seguo con dolore le notizie che giungono dal Canada circa la sconvolgente scoperta dei resti di duecentoquindici bambini, alunni della Kamloops Indian Residential School, nella Provincia della Columbia Britannica. Mi unisco ai Vescovi canadesi e a tutta la Chiesa Cattolica in Canada nell’esprimere la mia vicinanza al popolo canadese, traumatizzato dalla scioccante notizia. La triste scoperta accresce ulteriormente la consapevolezza dei dolori e delle sofferenze del passato. Le Autorità politiche e religiose del Canada continuino a collaborare con determinazione per fare luce sulla triste vicenda e impegnarsi umilmente in un cammino di riconciliazione e di guarigione".

Poi il Papa afferma: "Questi momenti difficili rappresentano un forte richiamo per tutti per allontanarci dal modello colonizzatore e camminare fianco a fianco, nel dialogo, nel rispetto reciproco e nel riconoscimento dei diritti e dei valori culturali di tutte le figlie e i figli del Canada. Affidiamo al Signore le anime di tutti i bambini deceduti nelle scuole residenziali del Canada e preghiamo per le famiglie e comunità autoctone canadesi, affrante dal dolore". 

"Desidero assicurare la mia preghiera per le vittime della strage compiuta la notte tra venerdì e sabato in una cittadina del Burkina Faso. Sono vicino ai famigliari e all’intero popolo Burkinabé che sta soffrendo molto a causa di questi ripetuti attacchi. L’Africa ha bisogno di pace e non di
violenza!", il pensiero del Papa va anche all'Africa.

Francesco ricorda poi l'appuntamento speciale di oggi, la beatificazione di Suor Laura Mainetti. "Oggi a Chiavenna, in diocesi di Como, viene beatificata suor Maria Laura Mainetti, delle Figlie della Croce, uccisa ventun anni fa da tre ragazze influenzate da una setta satanica. Proprio lei, che amava i giovani più di ogni cosa, e ha amato e perdonato quelle stesse ragazze prigioniere del male. Suor Maria Laura ci lascia il suo programma di vita: “Fare ogni piccola cosa con fede, amore ed entusiasmo”. Un applauso alla nuova Beata!", dice Francesco.

Infine il Papa rammenta che dopodomani, martedì 8 giugno, alle ore 13, l’Azione Cattolica internazionale invita a dedicare “un minuto per la pace”, ciascuno secondo la propria tradizione religiosa. Preghiamo in particolare per la Terra Santa e il Myanmar.

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