Il Papa: “Lo Spirito Santo è il vento che ci spinge avanti, contro ogni speranza”

Papa Francesco, Udienza
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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E’ lo Spirito Santo che ci fa “abbandonare nella speranza”. Su questa riflessione si snoda la catechesi odierna di Papa Francesco nell’Udienza Generale in Piazza San Pietro. Abbondare nella speranza per il Pontefice significa non scoraggiarsi mai; significa sperare “contro ogni speranza”.

“Nell’imminenza della solennità di Pentecoste non possiamo non parlare del rapporto che c’è tra la speranza cristiana e lo Spirito Santo. Lo Spirito è il vento che ci spinge in avanti, che ci mantiene in cammino, ci fa sentire pellegrini e forestieri, e non ci permette di adagiarci e di diventare un popolo “sedentario”, esordisce il Pontefice.

Lo speranza, come un’àncora e come una vela. “Se l’àncora – spiega il Papa ai pellegrini - è ciò che dà alla barca la sicurezza e la tiene “ancorata” tra l’ondeggiare del mare, la vela è invece ciò che la fa camminare e avanzare sulle acque. La speranza è davvero come una vela; essa raccoglie il vento dello Spirito e lo trasforma in forza motrice che spinge la barca, a seconda dei casi, al largo o a riva”.

Poi Papa Francesco riprende un famoso detto popolare: “Finché c’è vita, c’è speranza”, ed è vero anche il contrario; “finché c’è speranza, c’è vita. Gli uomini hanno bisogno di speranza per vivere e hanno bisogno dello Spirito Santo per sperare”.

“Lo Spirito Santo non ci rende solo capaci di sperare – precisa il Papa argentino -  ma anche di essere seminatori di speranza, di essere anche noi – come Lui e grazie a Lui – dei “paracliti”, cioè consolatori e difensori dei fratelli”.

"Un cristiano può seminare amarezza, perplessità? Se uno fa questo non è cristiano", aggiunge a braccio il Papa.

Conclude infine Francesco la sua catechesi sul rapporto Spirito Santo-speranza : “Lo Spirito Santo alimenta la speranza non solo nel cuore degli uomini, ma anche nell’intero creato. Lo Spirito Santo ci faccia sprecare nell'abbondanza per tutti coloro che hanno necessità".

Salutando i pellegrini provenienti dalla Repubblica Ceca il Papa ha ricordato il 75° anniversario della strage di Lidice, operato del regime nazista il 10 giugno 1942. La strage causò la morte di 88 bambini. Il suo saluto è stato accolto con grande entusiasmo dai fedeli cechi presenti in piazza san Pietro i quali hanno donato al Pontefice un dipinto della Madonna di Lidice, opera dell’artista Zdirad Cech

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