Il Papa: "Mai rimanere in un comodo agnosticismo"

Papa Francesco
Foto: Vatican Media - ACI Group
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“E' solo lavorando insieme, in squadra, che potete dare un senso a tutte queste nuove informazioni. L’universo è immenso e, man mano che cresce la nostra comprensione di esso, aumenta anche la necessità di imparare a gestire il flusso di informazioni che ci giungono da tante fonti”. Lo ha detto il Papa, stamane, ricevendo in udienza i partecipanti alla Scuola estiva di Astrofisica promossa dalla Specola Vaticana.

Di fronte all'universo – ha aggiunto il Papa - “ci sentiamo piccoli e potremmo essere tentati di pensare che siamo insignificanti. In effetti, non c’è nulla di nuovo in questa paura. È sempre importante, come scienziati e come credenti, iniziare ammettendo che c’è molto che non sappiamo”.

Tuttavia – ha precisato Francesco - “è altrettanto importante non essere mai soddisfatti di rimanere in un comodo agnosticismo. Proprio come non dobbiamo mai pensare di sapere tutto, allo stesso modo non dovremmo mai temere di provare a imparare di più: questo è il compito dello scienziato”.

Il Pontefice ha ricordato poi che vi sono altri modi di vedere le cose, a cominciare dallo sguardo “metafisico, che riconosce la Causa Prima di tutto, nascosta agli strumenti di misurazione” e “quello della fede, che accoglie la Rivelazione. L’armonia di questi diversi piani di conoscenza ci conduce alla comprensione; e la comprensione ci apre alla Sapienza”.

L'uomo – ha concluso – non è solo pensante e razionale, ma anche pieno di curiosità e ciò “ci spinge a saperne di più”; simo “creature che lavorano per imparare e condividere ciò che hanno imparato, per il gusto di farlo. E siamo persone che amano ciò che fanno e che scoprono nell’amore per l’universo un assaggio di quell’amore divino che, contemplando il creato, ha dichiarato che era buono”.

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