Il Papa: “Nel suo cammino nel mondo l’uomo non è mai solo”

Papa Francesco, Udienza Generale
Foto: Lucia Ballester, ACI Group
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“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Su queste parole di Gesù si snoda la catechesi di Papa Francesco nell’Udienza Generale odierna in Piazza San Pietro. Per il Papa tutto il Vangelo è “racchiuso tra queste due citazioni, parole che comunicano il mistero di un Dio il cui nome, la cui identità è essere-con, in particolare con noi, cioè con la creatura umana”.

Francesco spiega bene che il nostro Dio non è non è un “Dio assente, sequestrato da un cielo lontanissimo”; è invece “un Dio “appassionato” dell’uomo, così teneramente amante da essere incapace di separarsi da lui”.

“La nostra esistenza è un pellegrinaggio, un cammino – prosegue il Pontefice - anche quanti sono mossi da una speranza semplicemente umana, percepiscono la seduzione dell’orizzonte, che li spinge a esplorare mondi che ancora non conoscono. La nostra anima è un’anima migrante. La Bibbia è piena di storie di pellegrini e viaggiatori”.

Ma nel suo cammino nel mondo, l’uomo non è mai solo. “Soprattutto il cristiano – precisa Papa Francesco - non si sente mai abbandonato, perché Gesù ci assicura di non aspettarci solo al termine del nostro lungo viaggio, ma di accompagnarci in ognuno dei nostri giorni”.

Fino a quando perdurerà la vicinanza di Dio all’uomo? Il Papa risponde senza indugio come nel Vangelo: “fino alla fine del mondo!”. “Passeranno i cieli, passerà la terra – ribadisce Francesco - verranno cancellate le speranza umane, ma la Parola di Dio è più grande di tutto e non passerà”.

"Lui si preoccupa di noi, e perchè fa questo? Perchè ci ama!", aggiunge a braccio Papa Francesco accolto da un applauso in Piazza San Pietro.

Per Francesco Dio è come un’ancora. "La fede nostra è l'ancora in cielo - spiega ancora una volta a braccio il Papa- noi abbiamo la nostra vita ancorata in cielo. Andiamo avanti perchè siamo sicuri che la nostra vita è come un'ancora in cielo, in quella riva dove arriveremo".

“Essa esprime – spiega il Papa nella catechesi - che la nostra speranza non è vaga; non va confusa con il sentimento mutevole di chi vuole migliorare le cose di questo mondo in maniera velleitaria, facendo leva solo sulla propria forza di volontà. La speranza cristiana, infatti, trova la sua radice non nell’attrattiva del futuro, ma nella sicurezza di ciò che Dio ci ha promesso e ha realizzato in Gesù Cristo”.

Conclude infine Papa Francesco la catechesi di oggi: “Certo, se facessimo affidamento solo sulle nostre forze, avremmo ragione di sentirci delusi e sconfitti, perché il mondo spesso si dimostra refrattario alle leggi dell’amore. Ma se sopravvive in noi la certezza che Dio non ci abbandona, che Dio ama teneramente noi e questo mondo, allora subito muta la prospettiva”.

Infine, durante i consueti saluti, Papa Francesco fa una raccomandazione particolare: "Ditelo ai giovani che è bello, è bella la vita nel matrimonio cristiano!".

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