Il Papa: "Non restare indifferenti verso chi non ha pane quotidiano"

Papa Francesco
Foto: CTV
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Attraverso l’Eucarestia Gesù ”assegna al pane una funzione che non è più quella di semplice nutrimento fisico, ma quella di rendere presente la sua Persona in mezzo alla comunità dei credenti”. E’ quanto ha spiegato il Papa nel corso della recita dell’Angelus, in occasione della domenica dedicata alla Festa del Corpus Domini.

“Non basta affermare – ha aggiunto Francesco – che nell’Eucaristia è presente Gesù, ma occorre vedere in essa la presenza di una vita donata e prendervi parte. Quando prendiamo e mangiamo quel Pane, noi veniamo associati alla vita di Gesù, entriamo in comunione con Lui, ci impegniamo a realizzare la comunione tra di noi, a trasformare la nostra vita in dono, soprattutto ai più poveri”.

Il messaggio del Corpus Domini pertanto ha il carattere della solidarietà e “ci spinge ad accoglierne l’intimo invito alla conversione e al servizio, all’amore e al perdono. Ci stimola a diventare, con la vita, imitatori di ciò che celebriamo nella liturgia. Il Cristo, che ci nutre sotto le specie consacrate, è lo stesso che ci viene incontro negli avvenimenti quotidiani; è nel povero che tende la mano, è nel sofferente che implora aiuto, è nel fratello che domanda la nostra disponibilità e aspetta la nostra accoglienza. È in ogni essere umano, anche il più piccolo e indifeso”.

Il Papa ha sottolineato come l’Eucarestia sia “sorgente di amore per la vita della Chiesa, scuola di carità e di solidarietà. Chi si nutre del Pane di Cristo non può restare indifferente dinanzi a quanti non hanno pane quotidiano. È un problema sempre più grave, nonostante gli interventi della Comunità internazionale e di molte Organizzazioni. Occorre individuare proposte e progetti precisi per risolverne le cause strutturali”. “La festa del Corpus Domini  - ha concluso Papa Bergoglio – ispiri ed alimenti sempre più in ciascuno di noi il desiderio e l’impegno per una società accogliente e solidale”.

Al termine della recita della preghiera mariana il Papa ha parlato del viaggio di ieri a Sarajevo. “Leggo lì bentornato… Grazie!”. Sono arrivato – ha ribadito – “come pellegrino di pace e di speranza”. La capitale della Bosnia-Erzegovina – nota come Gerusalemme d’Occidente – “è diventata simbolo delle distruzioni della guerra. Adesso è in corso un processo di riconciliazione, e soprattutto per questo sono andato: per incoraggiare questo cammino di convivenza pacifica tra popolazioni diverse; un cammino faticoso, difficile, ma possibile! E lo stanno facendo bene!”. “Ho apprezzato – ha proseguito il Papa - l’impegno di collaborazione e di solidarietà tra persone di religioni diverse, spronando tutti a portare avanti l’opera di ricostruzione spirituale e morale della società. Lavorano insieme come veri fratelli”.

Prima di concludere il Papa ha infine ricordato che “venerdì prossimo si celebra la Giornata Mondiale contro il lavoro minorile”.  “Tanti bambini nel mondo – è stata la denuncia del Pontefice – non hanno la libertà di giocare, di andare a scuola, e finiscono per essere sfruttati come manodopera. Auspico l’impegno sollecito e costante della Comunità internazionale per la promozione del riconoscimento fattivo dei diritti dell’infanzia”.

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