Il Papa parla della libertà religiosa agli immigrati, dal leggio di Lincoln

Il Papa legge il suo discorso
Foto: Alan Holdren/ CNA
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É dal cuore storico degli Stati Uniti che inizia l’incontro del Papa con Filadelfia. Dopo la messa nella Basilica di Filadelfia, il Papa arriva nel parco davanti alla Sede del Governatore di Filadelfia nel Commonwealth della Pennsylvania, luogo simbolo della storia della città. Sul pinnacolo della torre c'è la statua di William Penn, il fondatore dello Stato e ispiratore dei valori di libertà religiosa che ne sono alla base.

Ed è proprio qui che Francesco sceglie di parlare di libertà religiosa e lo fa in spagnolo. E la libertà, dice il Papa, di vivere conformemente alla dignità di ogni essere umano è una verità che “va costantemente riaffermata, fatta propria e difesa.”

Ripercorre le grandi battaglie per la libertà negli Stati Uniti e dice: “un popolo che ricorda non ripete gli errori del passato; al contrario, guarda fiducioso le sfide del presente e del futuro.”

É il tema della memoria, tanto caro a Bergoglio, il filo rosso che porta alla riflessione sul diritto alla libertà religiosa. “diritto fondamentale che plasma il modo in cui noi interagiamo socialmente e personalmente con i nostri vicini, le cui visioni religiose sono diverse dalla nostra. L'ideale del dialogo interreligioso in cui tutti possono dialogare senza litigare nasce dalla libertà religiosa."

Non solo libertà di culto perché “le nostre diverse tradizioni religiose servono la società anzitutto mediante il messaggio che proclamano.”

Gli effetti della negazione dei diritti si sono visti nelle tragedie del secolo scorso. Ma le religioni “chiamano alla conversione, alla riconciliazione,  all’impegno per il futuro della società, al sacrificio di sé nel servizio al bene comune, e alla compassione per coloro che sono nel bisogno. Al cuore della loro missione spirituale, si trova la proclamazione della verità e della dignità della persona umana come pure dei diritti umani.”

E quindi, dice il Papa molto applaudito, "In un mondo dove le diverse forme di tirannia moderna cercano di sopprimere la libertà religiosa, o cercano di ridurla a una sotto-cultura senza diritto di espressione nella sfera pubblica, o ancora cercano di utilizzare la religione come pretesto per l’odio e la brutalità, è doveroso che i seguaci delle diverse religioni uniscano le loro voce per invocare la pace, la tolleranza, il rispetto della dignità e dei diritti degli altri."

E così il Papa ringrazia  “tutti coloro che, qualunque sia la loro religione, hanno cercato di servire il Dio della pace costruendo città animate dall’amore fraterno, prendendosi cura del prossimo nel bisogno, difendendo la dignità del dono divino della vita, in ogni sua fase, difendendo la causa dei poveri e dei migranti. Troppo spesso quanti hanno bisogno del nostro aiuto sono incapaci di farsi sentire. Voi siete la loro voce, e molti tra voi hanno lealmente permesso al loro grido di essere ascoltato. Con questa testimonianza, che spesso incontra forte resistenza, voi ricordate alla democrazia americana gli ideali per i quali essa è stata fondata, e che la società viene indebolita ogni volta e dovunque l’ingiustizia prevale.”

La globalizzazione non è un male, dice il Papa, ma se una globalizzazione pretende di fare tutti uguali come se fossimo una sfera, distrugge la ricchezza e la particolarità di ogni persona e di ogni popolo, ma se cerca di unire tutti rispettando ogni persona con la sua peculiarità, ogni popolo e ricchezza allora è buona e porta alla pace.

Un saluto particolare il Papa lo ha rivolto agli immigrati: “Molti di voi sono immigrati in questo Paese pagando personalmente un alto prezzo, ma con la speranza di costruire una nuova vita. Non scoraggiatevi per le sfide e le difficoltà che dovete affrontare, quali che siano. Vi chiedo di non dimenticare che, come quelli che vi hanno preceduto, voi apportate molti talenti alla vostra nuova nazione. Non vergognatevi delle vostre tradizioni. Non dimenticate le lezioni apprese, specialmente dai vostri anziani, che sono il contributo col quale potete arricchire la vita di questo Paese americano.”  E siete chiamati ad essere cittadini responsabili. 

Non perdete la memoria di quallo che è successo qui due secoli fa, dice il Papa, di quella dichiarazione che proclamò che tutti gli uonmini e le donne sono stati creati uguali e che i giorni esistono per protegfere e difendere questi diritti.

"Difendere questi diritti, specialmente la vostra libertà religiosa, perché essa vi è stata data da Dio stesso" conclude il Papa. 

Poi in inglese il Papa ha recitato il Padre Nostro.

Al suo arrivo il Papa aveva incontrato alcuni rappresentanti delle comunità ispaniche che gli hanno fatto benedire la croce che viene portata in pellegrinaggio negli Stati Uniti negli incontri delle comunità ispaniche.

Il Papa è arrivato sull’auto scoperta tra due ali di folla festante con misure di sicurezza eccezionali.

Independence National Historical Park è un luogo di alto valore simbolico per la storia della Nazione. Nell'Independence Hall, alle spalle del palco da dove ha parlato il Papa,  furono discusse ed adottate la Dichiarazione di indipendenza e la Costituzione degli Stati Uniti d'America. Di fronte è conservata la campana della libertà.

Francesco ha parlato nel punto in cui Abraham Lincoln issò la bandiera dell'Indipendenza,  e ha usato il leggio da cui pronunciò il celebre discorso di Gettysburg. Più di 50 mila i presenti.

L'Independence National Historical Park 22 ettari di verse all'interno della città di Filadelfia, accoglie molti monumenti, edifici e luoghi legati alla Rivoluzione americana, è nell'elenco del patrimonio dell'UNESCO perché il luogo dove sono state adottate e sancite la Dichiarazione di Indipendenza e la Costituzione degli Stati Uniti.

 

 

 

 

 

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