Il Papa: perché ci facciamo beffe dei più deboli?

La messa del Papa a Santa Marta
Foto: Vatican Media / ACI Group
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“Cosa c’è dentro di noi, che ci porta a disprezzare, a maltrattare, a farci beffa dei più deboli? Si capisce che uno se la prenda con uno che è più forte: può essere l’invidia che ti porta … Ma i più deboli? Cosa c’è dentro che ci porta? E’ una cosa che è abituale, come se io avessi bisogno di disprezzare l’altro per sentirmi sicuro. Come una necessità”.

Il Papa ha commentato così le letture del giorno nella omelia della messa celebrata a Santa Marta come riporta il portale www.vaticannews.va.

Il disprezzo per il più debole è una male che vivono anche bambini, dice il Papa e racconta un episodio della sua infanzia, nel suo quartiere viveva una donna, Angiolina, malata di mente, e questa girava girava tutto il giorno per le strade. Le donne le davano qualcosa da mangiare, qualche vestito, ma i bambini la prendevano in giro. Si dicevano: “andiamo a cercare la Angiolina per divertirci un po’”. “Quanta malvagità anche nei bambini! - commenta Francesco- prendersela con il più debole!”

Così è oggi il bullismo “aggredire il debole, perché tu sei grasso o perché tu sei così o tu sei straniero o perché tu sei nero, per questo … aggredire, aggredire … I bambini, i ragazzi … Non solo Peninna, o Agar o le mogli di Tobia e di Giobbe: anche i bambini. Questo significa che c’è qualcosa dentro di noi che ci porta a questo. All’aggressione del debole. E credo che sia una delle tracce del peccato originale”.

Opera di Satana dice il Papa,  perché in Satana infatti non c’è compassione.”E così, come quando abbiamo un buon desiderio di fare un’opera buona, un’opera di carità, diciamo “è lo Spirito Santo che mi ispira a fare questo”, quando noi ci accorgiamo che abbiamo dentro di noi questo desiderio di aggredire quello perché è debole, non dubitiamo: c’è il diavolo, lì. Perché questa è opera del diavolo, aggredire il debole.

“Chiediamo al Signore, conclude Francesco, che ci dia la grazia della compassione: quella è di Dio”, Lui che “ha compassione di noi e ci aiuta a camminare”.

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