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Il Papa: "Portate un Vangelo tascabile con voi nella borsa, la Parola vicina al cuore"

Papa Francesco, udienza generale
Foto: Vatican Media / ACI Group

Nel discorso in lingua italiana il Papa continua il ciclo di catechesi sul Discernimento. Nell’Aula Paolo VI il Pontefice sottolinea ai fedeli l'importanza di discernere. "Nel nostro primo incontro avevamo visto che sempre, ogni giorno, che lo vogliamo o no, compiamo atti di discernimento, in quello che mangiamo, leggiamo, sul lavoro, nelle relazioni. La vita ci mette sempre di fronte a delle scelte", dice Francesco.

Il discernimento però non si fa da soli. "Oggi entriamo più specificamente in merito ad alcuni aiuti che possono rendere più agevole questo esercizio indispensabile della vita spirituale, anche se in qualche modo li abbiamo già incontrati nel corso di queste catechesi", spiega il Papa.

Un primo aiuto indispensabile per Francesco è il confronto con la Parola di Dio e la dottrina della Chiesa. "Esse ci aiutano a leggere ciò che si muove nel cuore, imparando a riconoscere la voce di Dio e a distinguerla da altre voci, che sembrano imporsi alla nostra attenzione, ma che ci lasciano alla fine confusi. Pensiamo all’esperienza del profeta Elia: il Signore gli parla non nel vento che spacca le pietre, non nel fuoco o nel terremoto, ma in una brezza leggera. La voce di Dio non si impone, è discreta, rispettosa, umile e proprio per questo pacificante. E sol nella pace possiamo entrare nel profondo di noi stessi e riconoscere i desideri autentici che il Signore ha messo nel nostro cuore. Tante volte non è facile, siamo indaffarati, calmati un pò entra in te stesso, due minuti, calmati e guarda cosa sente il tuo cuore. Facciamo questo, ci calmerà tanto", continua il Papa.

"Per il credente, la Parola di Dio non è semplicemente un testo da leggere, è una presenza viva, opera dello Spirito Santo che conforta, istruisce, dà luce, forza, ristoro e gusto di vivere. È un pò un anticipo di paradiso. Chi rimane di fronte al Crocifisso avverte una pace nuova, impara a non avere paura di Dio, perché Gesù sulla croce non fa paura a nessuno, è l’immagine dell’impotenza totale e insieme dell’amore più pieno, capace di affrontare ogni prova per noi. I santi hanno sempre avuto una predilezione per il Crocifisso", dice ancora il Pontefice durante questa Udienza Generale.

"Una volta in un pellegrinaggio di giovani avevo confessato durante la notte, 22 anni, aveva i tatuaggi, ho pensato cosa sarà questo? Sono venuto perchè ho un problema grave, la mamma mi ha detto vai dalla Madonna, sono venuto, con la Bibbia, ho ascoltato la parola di Dio. La parola di Dio ti cambia la vita, io l'ho visto tante volte questo....Portate un Vangelo tascabile con voi nella borsa, lasciate che la Parola si avvicini al cuore", dice il Papa a braccio.

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Poi l'aiuto dello Spirito. "Voi pregate lo Spirito Santo? Noi preghiamo Gesù, il Padre Nostro, dimentichiamo lo Spirito....il Paralitico, ha detto un bambino. Tante volte questo mi ha fatto pensare che pensiamo allo Spirito come una persona che non conta. Lo Spirito Santo dà vita all'anima, parlate allo Spirito come parlate con Dio, è la forza che ti porta avanti", conclude infine il Pontefice.

Durante i saluti in lingua italiana il Papa pensa come sempre alla sua amata Ucraina. "E poi pensiamo ai tanti bambini dell'Ucraina che soffrono, soffrono tanto per questa guerra. Pensiamo ai bambini ucraini. La maggioranza non riesce a sorridere e quando un bambino perde la capaictà di sorridere è grave, questi bambini portano su di se la guerra che è cosi inumana. pensiamo al popolo ucraino questo natale, senza luce e riscaldamento, preghiamo il Signore perchè gli porti la pace il più presto possibile".

articolo aggiornato alle ore 9.56