Il Papa: "Quanti di voi sono andati a farsi leggere le mani invece di pregare il Signore?"

Il Papa, Udienza Generale
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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Riprendono le Udienze Generali dopo la pausa estiva. Papa Francesco nella prima Udienza di agosto in Aula Paolo VI, per le temperature decisamente elevate di Roma, parla dell’idolatria continuando le sue catechesi sui comandamenti. Il Pontefice ne espone rischi e pericoli.

“Il comando vieta di fare idoli o immagini di ogni tipo di realtà: tutto, infatti, può essere usato come idolo – sottolinea Francesco nella catechesi - Stiamo parlando di una tendenza umana, che non risparmia né credenti né atei. Per esempio, noi cristiani possiamo chiederci: quale è veramente il mio Dio? E’ l’Amore Uno e Trino oppure è la mia immagine, il mio successo personale, magari all’interno della Chiesa?”

Per il Pontefice “l’essere umano non vive senza centrarsi su qualcosa”. E allora ecco che il mondo offre il “supermarket” degli idoli, che possono essere “oggetti, immagini, idee, ruoli”.

"Mi ricordo una volta - racconta il Papa a braccio - dovevo fare cresime e comunioni in diverse parrocchie e ho attraversato un parco bello per raggiungerle, in questo parco ci stavano 50 tavolini e due sedie  facevano i tarocchi. Invece di pregare Dio che è provvidenza del futuro, pregavano gli idoli, le carte...quanti di voi sono andati a farsi leggere le mani invece di andare a pregare il Signore?"

Francesco lo spiega meglio: “L’idolo è in realtà una proiezione di sé stessi negli oggetti o nei progetti. Di questa dinamica si serve, ad esempio, la pubblicità: non vedo l’oggetto in sé ma percepisco quell’automobile, quello smartphone, quel ruolo o altre cose come un mezzo per realizzarmi e rispondere ai miei bisogni essenziali”.

Papa Francesco riporta molti scenari attuali di idolatria: “In antichità si facevano sacrifici umani agli idoli, ma anche oggi: per la carriera si sacrificano i figli, trascurandoli o semplicemente non generandoli; la bellezza chiede sacrifici umani; la fama chiede l’immolazione di sé stessi, della propria innocenza e autenticità”.

"Anche la droga è un idolo - dice Francesco -  quanti giovani rovinano la loro vita adorando questo idolo della droga?"

Infine l’ultimo stadio più pericoloso degli idoli: “Gli idoli schiavizzano. Promettono felicità ma non la danno; e ci si ritrova a vivere per quella cosa o per quella visione, presi in un vortice auto-distruttivo, in attesa di un risultato che non arriva mai. Gli idoli promettono vita, ma in realtà la tolgono. Il Dio vero non chiede la vita ma la dona”.

Conclude infine Papa Francesco la sua Udienza: “Per amare davvero bisogna esseri liberi dagli idoli perchè gli idoli ci rubano l'amore".

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