Il Papa ricorda Santa Caterina da Siena e prega per l'Europa

La Messa mattutina del Papa presso Casa Santa Marta. Oggi il Papa prega nuovamente per l'unità dell'Europa

Il Papa a Santa Marta
Foto: Vatican Media / ACI Group
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"Oggi Santa Caterina da Siena, dottore della Chiesa, patrona d'Europa, preghiamo per l'Europa, per l'unità dell'Unione Europea, perchè tutti insieme possiamo andare avanti come fratelli".

Nel giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Caterina da Siena il Papa, ancora una volta durante le Messe mattutine presso Casa Santa Marta, prega per l'Europa. Prega per la sua unità durante questi tempi difficili di emergenza coronavirus.

Francesco nell'omelia presso Casa Santa Marta spiega la prima Lettera di San Giovanni Apostolo: "Ci sono tanti contrasti tra luce e tenebre, bugia e verità, peccato e innocenza. Ma sempre l'apostolo chiama alla concretezza e alla verità e ci dice che non possiamo essere in comunione con Gesù e camminare nelle tenebre, il grigio è peggio ancora, perchè il grigio ti fa credere che tu cammini nella luce, il grigio è molto traditore. L'apostolo va avanti e dice, tutti siamo peccatori. Qui c'è una cosa che ci può ingannare, tutti dicono siamo peccatori è una cosa abituale e sociale, ma cosi non abbiamo una vera coscienza del peccato. La concretezza. La verità è sempre concreta".

"Tu non puoi andare a confessare i tuoi peccati in modo astratto, la concretezza - ripete il Papa nella sua omelia -  La concretezza è quello che mi fa sentire peccatore sul serio. E' bello ascoltare i piccoli quando vengono a confessarsi, dicono cose concrete. Hanno quella semplicità. Ricordo una volta un bambino che mi ha detto che era triste perchè aveva litigato con la zia, ma cosa hai fatto? Gli ho chiesto. Io ero a casa volevo andare a giocare a calcio, ma la zia voleva che facesse fare i compiti prima. E l'ho mandata a quel paese, mi ha dato anche il nome del paese dove ha mandato la zia. Anche noi dobbiamo essere concreti come i bambini. Se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi. Non voglio farlo più, mi da dolore, è importante che noi dentro di noi diamo nomi ai peccati nostri".

"Ieri ho ricevuto una lettera da un ragazzo che si chiama Andrea - continua ancora il Pontefice spiegando l'importanza della concretezza - mi raccontava cose sue e mi diceva che aveva sentito la messa in tv e doveva rimproverarmi la cosa che io dicevo la pace sia con voi e non lo possiamo fare perchè durante la pandemia non lo possiamo fare. Avere la saggezza della concretezza, perchè il diavolo vuole che noi viviamo nel grigio, tiepidi. Una vita che non piace al Signore".

Francesco conclude come sempre con un invito: "Chiediamo al Signore la grazia della semplicità, quella che da ai semplici, ai bambini, ai ragazzi che non nascondono quello che sentono".

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