Il Papa: "Veramente importante il servizio che l’università può dare"

Papa Francesco riceve in Udienza i Rettori delle Università del Lazio

Udienza ai Rettori delle Università del Lazio
Foto: Vatican Media / ACI group
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Papa Francesco riceve questa mattina in Udienza i Rettori delle Università del Lazio. Sono i Rettori dei tredici Atenei pubblici, statali e non statali, di Roma e del Lazio, raccolti nel Coordinamento Regionale delle Università del Lazio con i rappresentanti della Regione. "Alle Università, in questo particolare momento storico, è affidato un compito di grande responsabilità. Gli anni della pandemia, il diffondersi in Europa della “terza guerra mondiale a pezzi” e adesso sembra che non sarà a pezzi, la questione ambientale globale, la crescita delle diseguaglianze, ci sfidano in modo inedito e accelerato", dice subito il Papa.

"Dobbiamo dirci la verità: siamo in crisi. E la crisi non è una cosa brutta, non è una cosa cattiva: la crisi è buona, perché la crisi ci fa crescere, ci fa fare opzioni per crescere. Il pericolo è quando la crisi si trasforma in conflitto: il conflitto è chiuso e distrugge. Ma dobbiamo imparare a vivere in crisi, come adesso, e a portare avanti i giovani che sono nelle nostre università, insegnando loro a vivere in crisi e a superare le crisi. Questa è una delle cose più belle che si possano fare: come vivere la crisi e superare la crisi, perché non si trasformi in conflitto", dice il Papa a braccio.

Per questo, il Pontefice ricorda che "si sta sviluppando il Global Compact on Education, ovvero un progetto di lavoro comune su scala globale, che coinvolge tanti interlocutori, dalle grandi religioni alle istituzioni internazionali, alle singole istituzioni educative".

"È dunque veramente importante il servizio che l’università può dare; che potete dare voi e gli Atenei che rappresentate, ciascuno con le proprie caratteristiche, per ripensare e adeguare i nostri modelli di sviluppo, facendo convergere le migliori energie intellettuali e morali. Gli studenti non si accontentano della mediocrità, di una mera riproposizione di dati, nemmeno di una formazione professionale senza orizzonte. Lo dimostra, ad esempio, la grande mobilitazione di tanti giovani dottorandi e ricercatori sull’economia", commenta ancora Papa Francesco.

"Non vi manchi mai lo sforzo di ascoltare, le studentesse e gli studenti, i colleghi e le colleghe; ascoltare la realtà sociale e istituzionale, quella vicina e quella globale, perché l’università non ha frontiere - dice ancora il Papa - Nel promuovere l’eccellenza degli studi e della ricerca, vi esorto a vigilare perché tutti coloro che lo meritano e non ne hanno i mezzi possano esercitare in pieno il loro diritto allo studio e alla formazione. E così pure a portare avanti il lodevole impegno di accogliere studenti, ricercatori e docenti vittime di persecuzioni, guerre, discriminazioni in diversi Paesi del mondo. Auspico che le
vostre siano comunità vive, comunità trasparenti, attive, accoglienti, responsabili, in un clima fruttuoso di cooperazione, di scambio e di dialogo, valorizzando tutti e ciascuno.".

Francesco conclude ricordando un appuntamento. "Il motto del prossimo Giubileo del 2025, Pellegrini di speranza, può allora esprimere questo impegno convergente, la tensione verso traguardi condivisi di vita, di bene e di fraternità. È il mio augurio e il mio ringraziamento".

 

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