Il Patriarca di Gerusalemme: la fede è la speranza dei cristiani in Terra Santa

Il Patriarca Twal
Foto: Alexey Gotovskiy/ CNA
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 Proprio per questo, le diverse Chiese cristiane sono alla ricerca di una collaborazione sempre più profonda tra loro per cercare di superare le barriere dei riti, per dare una risposta cristiana ai problemi che li circondano da ogni parte. Perché, quando le domande riguardano la persona umana, i suoi diritti e la sua dignità, la Giustizia e la Pace, non si può avere una risposta cattolica, greca o riformata: c’è una risposta cristiana”.

In una conferenza presso la Pontificia università della Santa Croce Fouad Tawl Patriarca latino di Gerusalemme ha ripercorso la storia e raccontato il presente della presenza dei cristiani in Terra Santa.

Una occasione per comprendere anche i rapporti con stato Palestinese e stato di Israele, ma anche le difficoltà che si affrontano per atteggiamenti di intolleranza come, ha detto Tawal”I recenti episodi di violenza e di fanatismo come l’incendio, appiccato per ben due volte nell’arco di un anno, al Monastero Benedettino di Tabgha o la profanazione del cimitero di Beit Jemal pochi mesi fa, da parte di alcuni ebrei fondamentalisti che lasciano anche la “firma” sui muri del Movimento cui appartengono, sono solo alcuni degli episodi frequenti, che per lo più restano impuniti. La ricerca della sicurezza sta diventando una sorta di ossessione, un mito in nome del quale si giustifica ogni sopruso ed il ricorso immediato alla violenza in ogni circostanza”.

Il Patriarca ha anche illustrato la l’accordo tar Santa Sede e Stato Palestinese. “Prima di firmare l’accordo - ha detto il Patriarca- la Santa Sede voleva conoscere l’opinione della Chiesa locale”e “La mia risposta è stata: “La Santa sede, d’accordo con la sua coscienza e in spirito di giustizia, deve riconoscere lo Stato di Palestina adesso e non aspettare il riconoscimento da parte di tutta l’Europa per pronunciarsi, altrimenti non avrebbe nessun merito. Riconoscendo adesso lo Stato di Palestina avrà la gratitudine di tutto il mondo musulmano.” Ed ha aggiunto: “L’impatto è stato molto positivo in tutto il mondo arabo e musulmano. Anzi, ci auguriamo che tutti i paesi arabi musulmani, seguano l’esempio della Palestina, e firmino altri accordi simili con la Santa Sede”.

Nelle sue conclusioni Tawal ha ricordato che i “cristiani di Terra Santa giocano un ruolo di ponte tra l'Oriente e l’Occidente. E per essere ponte, hanno bisogno di essere ancorati solidamente su entrambi i lati. In effetti, sono ancorati nell’Oriente, che è il loro ambiente storico, culturale, linguistico, letterario, psicologico e politico e sono ancorati anche nell’Occidente per la loro fede, il loro patrimonio spirituale e la loro apertura intellettuale” e che “la fede resta il fondamento della speranza dei cristiani di Terra Santa”.

Quindi, dice il Patriarca “da parte nostra, come Chiesa Cattolica, è necessaria un'azione umile ed allo stesso tempo efficace: umile e dinamica. Un giorno, i capi politici, Israeliani e Palestinesi, insieme alla Comunità Internazionale, arriveranno a comprendere, al di là del gioco di interessi e delle ambizioni politiche, il senso, la natura e la vocazione di questa Terra benedetta, scelta da Dio per unire gli uomini a Sé e tra di loro”

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