Il primo santo venezuelano potrebbe essere un "medico dei poveri"

Trova nuovo impulso la causa di beatificazione del venerabile José Gregorio Hernandez Cisneros

Un ritratto di José Gregorio Hernandez Cisneros, medico dei poveri
Foto: PD
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Durante i suoi anni da nunzio apostolico in Venezuela, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha potuto conoscere e apprezzare la figura del “medico del cielo” e “medico dei poveri”. Si tratta di José Gregorio Hernandez Cisneros (1864-1919), medico, intellettuale, filantropo venezuelano, la cui causa di beatificazione è stata aperta nel 1986. E che oggi ha un nuovo impulso.

Di questi ricordi, il Cardinale Parolin parlerà il prossimo 3 ottobre nella Pontificia Università Lateranense, in un convegno su “Il Venerabile Servo di Dio José Hernandez Cisneros. Testimone della pace”. Ci saranno anche il Cardinale Angelo de Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, e l’arcivescovo Edgar Pena Parra, venezuelano, sostituto della Segreteria di Stato. Ma ci saranno anche il Cardinale Baltazar Porros Cardozo, che amministra l’arcidiocesi di Caracas, e Silvia Monica Correale, postulatrice della causa di beatificazione.

Ma perché la figura di Cisneros è così importante? Brillante studente di medicina, fu scelto dal presidente perché si recasse a Parigi e Berlino per perfezionare i suoi studi scientifici, e lì si specializzò in microbiologia e batteriologia, istologia normale e patologica e fisiologia sperimentale.

Quando tornò in Venezuela, intraprese la carriera universitaria, affianca alla professione medica. Ed è lì che si guadagnò il titolo di “medico dei poveri”. Non prendeva compensi, dava spesso loro soldi per la medicina.

Era profondamente cristiano, e si sentiva portato alla vita contemplativa. Divenne Terziario Francescano nel 1899, nel 1907 decise di abbandonare la docenza per diventare religioso, e arrivò nella Certosa di Farneta, in provincia di Lucca. Ma lì, dopo poco tempo, ebbe un crollo fisico, e dovette tornare in patria su decisione dei superiori, che ne volevano salvaguardare la salute.

In Venezuela, riprese ad insegnare. Ma l’1 ottobre 1912, il generale Juan Vicente Gomez ordinò la chiusura dell’Università di Caracas, considerata avversa al regime. Cisneros colse l’occasione di riprendere il suo progetto di vita consacrata, fu ammesso al Pio Collegio Latino Americano di Roma. Ancora una volta per ragioni di salute, dovette abbandonare Roma dopo otto mesi e ritornare a Caracas.

Comprese che la volontà di Dio era piuttosto quella di esercitare la professione medica, a favore dei poveri e di quanti fossero bisognosi di cure materiali e spirituali.

E così, si dedicò a studi scientifici, fondò la Scuola di Medicina Ufficiale, fu in prima linea nell’assistere i malati colpiti dall’epidemia della “spagnola” che imperversò in quell’anno.

Il 29 giugno 1919, andò in una farmacia di Caracas per comprare delle medicine ad una anziana paziente appena visitata, e fu investito appena uscito dal negozio da una automobili. In ospedale, ricevette l’unzione degli infermi e poi spirò mormorando “Oh Beata Vergine”.

La sua è una delle pochissime cause di beatificazione di persone vittime di incidenti stradali. Ma la sua santità va al di là dell’episodio. La fama di santità era così diffusa che i funerali videro la partecipazione di una folla innumerevole. Tra il 1949 al 1958 si è svolto il processo informativo per la sua causa di beatificazione. Il 2 aprile 1964 si è avvenuto il decreto sugli scritti, e il 4 maggio 1972 fu promulgato il decreto sull’introduzione della causa.

La fase romana si è tenuta tra il luglio 1973 e il gennaio 1976, la “positio super virtutibus” è stata trasmessa nel 1984.

In seguito alla riunione dei Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi, il 24 settembre 1985, e di quella dei cardinali e dei vescovi membri della stessa Congregazione, il 17 dicembre 1986, il 16 gennaio dello stesso anno il Papa, san Giovanni Paolo II, ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui José Gregorio Hernandez Cisneros veniva dichiarato Venerabile.
Un primo asserito miracolo attribuito alla sua intercessione è stato indagato nell’apposita inchiesta diocesana, convalidata il 31 marzo 2007, ma la Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi del 3 luglio 2008 lo respinse. Un altro caso, un’asserita guarigione da un aneurisma cerebrale avvenuta nel 2014, è stato ugualmente scartato per scarsezza di documentazione medica.

Nel 2018, la causa di canonizzazione ha avuto un nuovo impulso con la nomina di Silvia Monica Correale a postulatore. Correale sostituiva fra’ Rodolfo Meoli, che ha cessato il suo incarico al compimento degli 80 anni.

Nel comunicare il nome del nuovo postulatore, è stato sottolineato che “Silvia Monica Correale, di origine argentina, è vicina a Papa Francesco e amica del Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano.”

 

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