Il Sacro Collegio: l'ordine dei Vescovi e le modifiche volute da Papa Francesco

Sono attualmente 14 i Cardinali che fanno parte dell'Ordine dei Vescovi

Il Papa impone il pallio al Cardinale Re il 29 giugno scorso
Foto: Vatican Media
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Oltre all’ordine dei diaconi e a quello dei presbiteri, il Collegio cardinalizio è composto anche dall’ordine dei vescovi.

Fanno parte di questo ultimo ordine quei cardinali a cui il Papa assegna una delle 7 diocesi suburbicarie e i cardinali patriarchi orientali che pur non avendo uno specifico titolo entrano a far parte dell’ordine dei vescovi.

Le 7 sedi suburbicarie sono: Ostia, Albano, Velletri-Segni, Porto-Santa Rufina, Frascati, Sabina-Poggio Mirteto e Palestrina.

La sede di Ostia viene assegnata di diritto al Cardinale Decano che viene eletto dai Cardinali dell’ordine dei vescovi e la cui elezione viene approvata dal Papa. Stesso procedimento avviene per il Vice-Decano. Bisogna inoltre ricordare che per volere di Francesco la carica di Decano non è più a vita ma è valida per 5 anni, con la possibile del rinnovo per solo un altro quinquennio.

L’attuale Decano è il Cardinale Giovanni Battista Re, il Vice-Decano il Cardinale Leonardo Sandri.

Particolarmente significativi sono i compiti assegnati al Decano del Sacro Collegio. Egli presiede i lavori del conclave, pone la domanda di accettazione al cardinale eletto Papa, conferisce la consacrazione episcopale al Papa eletto qualora non fosse ancora vescovo. Qualora il Decano non fosse presente in conclave per ragioni di età le sue funzioni vengono assunte dal Vice-Decano e qualora non fosse elettore, al Cardinale vescovo più anziano per nomina. Il Decano del Collegio cardinalizio infine consegna al nuovo Papa l’anello del Pescatore durante la Messa di inizio del ministero petrino. Al Cardinale Decano il Papa impone il pallio nel giorno della Solennità dei Santi Pietro e Paolo successiva all’elezione del Decano.

Le sedi suburbicarie attualmente sono così assegnate: Ostia e Sabina-Poggio Mirteto al Cardinale Giovanni Battista Re, Decano del Sacro Collegio e Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi; Albano al Cardinale Angelo Sodano, Decano emerito e Segretario di Stato emerito; Velletri-Segni al Cardinale Francis Arinze, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; Porto-Santa Rufina al Cardinale Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero; Frascati al Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato emerito e già Camerlengo di Santa Romana Chiesa; Palestrina al Cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi.

Recentemente Papa Francesco ha modificato le norme attuali, promuovendo all’ordine dei vescovi cinque cardinali rendendo il loro titolo equiparato a quello di una diocesi suburbicaria: il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, del titolo episcopale dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela; il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, del titolo episcopale dei Santi Biagio e Carlo ai Catinari; il Cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, del titolo episcopale di Nostra Signora di Coromoto in San Giovanni di Dio; il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, del titolo episcopale di Santa Maria in Traspontina e il Cardinale Luis Antonio Tagle, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, del titolo episcopale di San Felice da Cantalice a Centocelle.

Fanno parte dell’ordine dei vescovi, come detto, anche i Cardinali patriarchi di rito orientale. Una norma voluta nel 1965 da Papa Paolo VI. Ad oggi ne fanno parte il Cardinale Antonios Naguib, Patriarca emerito di Alessandria dei Copti, il Cardinale Bechara Boutros Rai, Patriarca di Antiochia dei Maroniti e il Cardinale Louis Raphael I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei.

Ad oggi i Cardinali dell’ordine dei vescovi sono complessivamente 14 su un totale di 223 porporati.

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