Il Sinodo del giorno, 5 ottobre

I Cardinali Andrè Vingt Trois e Peter Erdo incontrano i giornalisti
Foto: Marco Mancini - Acistampa
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

“Il Sinodo non è un convegno o un parlatorio, non è un parlamento o un senato dove ci si mette d’accordo. Il Sinodo è una espressione ecclesiale, cioè è la Chiesa che cammina insieme per leggere la realtà con gli occhi della fede e con il cuore di Dio. Il Sinodo si muove necessariamente nel seno della Chiesa e dentro il Santo popolo di Dio, di cui noi facciamo parte in qualità di pastori, ossia servitori. Il Sinodo inoltre è uno spazio protetto, ove la chiesa sperimenta l’azione dello Spirito Santo. Il Sinodo potrà essere uno spazio dell’azione dello Spirito Santo solo se noi partecipanti ci rivestiamo di coraggio apostolico. di umiltà evangelica e di orazione fiduciosa”. Così stamane Papa Francesco ha aperto i lavori della prima congregazione generale della XIV Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.

Prima dell’introduzione del Papa, il Cardinale Oscar Maradiaga aveva proposto una meditazione nella quale aveva in definitiva ricordato che la Chiesa non è in via di estinzione nè lo è la famiglia che pure è “combattuta e minacciata”.

Il Segretario Generale, il Cardinale Lorenzo Baldisseri, nella sua relazione ha ripercorso le tappe di questa assemblea sinodale, sottolineando come il Sinodo si metterà in ascolto della “voce delle famiglie cristiane. Proprio queste ultime, infatti, hanno percepito più di ogni altro che il Sinodo si occupa di loro, vuole rivolgersi anzitutto a loro, intende incoraggiarle nel loro cammino entusiasmante e al contempo difficile”.

Le linee generali di discussione sono state tracciate dal Cardinale Peter Erdo, Relatore Generale. Nella sua lunga ed articolata prolusione il porporato ungherese ha ribadito, citando il Papa, quali dovranno essere le azioni principali dell’assise sinodale: vedere, avere compassione, insegnare.

In un momento in cui la famiglia subisce attacchi, la Chiesa conferma l’indissolubilità del matrimonio perché fa parte del progetto di Dio che “offre una possibilità di pienezza per la vita delle persone interessate anche oggi, malgrado la difficoltà che si riscontra nel mantenere gli impegni per sempre”.

La Chiesa non chiude la porta alle famiglie ferite, né ai divorziati risposati: ribadito tuttavia il concetto secondo cui “ non è il naufragio del primo matrimonio, ma la convivenza nel secondo rapporto che impedisce l’accesso all’Eucarestia”.

Sul fronte dell’omosessualità infine confermato principio secondo cui “ogni persona va rispettata nella sua dignità indipendentemente dalla sua tendenza sessuale. È auspicabile che i programmi pastorali riservino una specifica attenzione alle famiglie in cui vivono persone con tendenze omosessuali ed a queste stesse persone”.

Al termine dei lavori hanno presenziato alla conferenza stampa quotidiana il Presidente Delegato, il Cardinale Vingt Trois, il Cardinale Erdo e Mons. Bruno Forte, Segretario Speciale.

L’Arcivescovo di Parigi ha tenuto a precisare che il dibattito sinodale dello scorso anno è stato “colorato” o anche “filtrato” da letture mediatiche imprecise. Il Papa e i Padri sinodali – ha precisato il porporato francese – vogliono ascoltare non “l’aria del tempo” ma i “segni dei tempi.

Nel pomeriggio la seconda congregazione generale. I lavori riprenderanno poi domani mattina alla nove con la terza congregazione generale.

Ti potrebbe interessare