In Vaticano le acque forti di Rembrandt collezionate dal libertino Zorn

La mostra " Rembrandt in Vaticano"
Foto: AA
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Una collezione privata di un pittore è sempre qualcosa di speciale. Così le incisioni che Anders Zorn ha raccolto del grande Rembrandt sono una pagina di collezionismo e di storia dell’ Arte che per qualche settimana dalla Svezia arrivano in Vaticano.

I Musei vaticani infatti ospitano nell’ Appartamento di San Pio V 53 acqueforti di Rembrandt, un olio e due lastre di rame della Collezione Kremer di Amsterdam.

Uno scambio culturale tra Svezia e Vaticano nata dalla visita di Papa Francesco a Lund lo scorso fine ottobre.

Di Rembrandt è difficile parlare al di fuori del contesto specialistico. La sua vitalità espressiva raccoglie le grande istanze della sua epoca. Olandese, di madre cattolica e padre protestante vive i contrasti dei decenni posteriori alla Riforma di Lutero. Contrasti che come in Caravaggio portano sulla tavola i volti dei poveri di Roma, in Rembrandt mettono in evidenza i ricchi commercianti e la mentalità capitalista che nasce propio dalla Riforma.

L’artista svedese, ritrattista borghese bell’epoque, appassionato di nudi femminili, si lascia attrarre dall’arte di incisore di Rembrandt. Nella collezione Rembrandt ritrova la Sacra Scrittura rivista in modo pauperista e calvinista.

I ricchi mercanti sono i committenti di Rembrandt,  ma nelle incisioni l’artista olandese ritrova anche i volti comuni, le immagini bibliche, dalla fuga in Egitto, all’ultima cena.

Da questi sentimenti arrivano anche opere come quella del Figliol Prodigo nella quale Dio è Padre e Madre. Delle diciotto acqueforti tratte dall’Antico Testamento alcune furono realizzate su commissione per illustrare un libro.

La mostra, che sarà visibile fino al 26 febbraio, è purtroppo parte del percorso dei Musei Vaticani. E questo la rende assai poco fruibile. Per arrivare alla splendida saletta rinascimentale occorre infatti seguire un lungo percorso dopo aver fatto la fila per i biglietti, tra centinaia di turisti confusi che attraversano i corridoio con lo stesso atteggiamento di un pomeriggio al centro commerciale.

Sarebbe opportuno che i Musei Vaticani gestissero pregevoli esposizioni come questa con un percorso riservato che permetta agli estimatori di vedere solo la esposizione.

L’allestimento poi, visto il poco spazio a disposizione, è poco felice. Buio e riflessi di luce sui vetri che proteggono le acqueforti, non permettono di godere a pieno delle meraviglie del sottile tratto dell’olandese, dei chiaroscuri potenti, dei volti e degli sguardi.

La mostra è stata inaugurata dalla Regina Silvia di Svezia in uno scambio culturale e artistico che si inserisce nella commemorazione della Riforma.

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