ISCOM e Dialogo Interreligioso. Perché è rilevante conoscere le tradizioni religiose?

Presentazione del Corso
Foto: VG; ACI STAMPA
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Arrivare ad una sintesi identitaria di ciascuna religione. Perché le principali tradizioni religiose costituiscono il fondamento delle diverse culture, influiscono sulle formazioni sociali, sulle strutture giuridiche, e sulla vita politica ed economica dei vari paesi. Conoscendole tutte ad ampio raggio, soprattutto senza pregiudizi. E’ questo l’intento del nuovo corso della ISCOM con la Pontificia Università della Santa Croce e la collaborazione del PISAI e del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso.

“Le grandi tradizioni religiose” è un corso teologico, culturale di informazione mediatica – commenta Marta Brancatisano, docente della Pontificia Università della Santa Croce intervenuta alla presentazione – c’è un’unica constatazione: la dimensione spirituale del nostro tempo è travolta dalla frenesia, dallo stress, ma esiste questa dimensione dello spirito e la gente ha sete di conoscerla. Conoscere le radici questa dimensione può essere un buon servizio per le persone e la società”.

Nel corso saranno affrontati temi fondamentali in modo da delineare, con rigoroso riferimento alle radici documentali, un riassunto di ciascuna religione. Il corpo docenti è costituito da esperti delle diverse tradizioni, che presenteranno, nelle differenti tradizioni religiose, la concezione dell’immagine di Dio, dell’immagine della donna e dell’uomo e della loro relazione; del rapporto tra fede e politica e dell’ecologia. Temi caldi che riguardano ogni religione e che vogliono fornire un’informazione oggettiva e, soprattutto, senza pregiudizi.

Monsignor Miguel Angel Ayuso, segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso osserva: “Ho seguito fin dall’inizio l’idea di questo corso che aiuta chiunque lo desideri a conoscere le varie religioni. Il dialogo fra le religioni è un argomento importante e attuale nel complesso panorama mondiale. E’ importante sconfiggere l’ignoranza e i pregiudizi sull’altro. Questo corso vuole propriamente offrire l’occasione di conoscenza dell’altro libera da stereotipi. Per Papa Francesco questo dialogo è importante perchè favorisce processi di pace. Anche Benedetto XVI diceva che era importantissimo avere un’adeguata informazione sulla religione degli altri, perché solo così sarà possibile ascoltare e conoscere il ricco patrimonio di ogni religione”.

E’ dello stesso parere l’Onorevole Khalid Chaouki, presidente del Centro Islamico Culturale d’Italia-Grande Moschea di Roma, intervenuto anche lui alla presentazione del corso: “Il senso del dialogo in questo corso della ISCOM non è la pretesa di un dialogo tra le religioni, quello spetta agli organismi competenti, ma quello di trattare le sfere umane che si intrecciano con la religione: il senso di Dio, la donna, la politica. Ma più di tutto, voler trovare risposte efficaci ad alcune nuove sfide che si presentano, come quella della radicalizzazione. Il mio augurio è che questa sia un’opportunità per tutti di un confronto guardando alla contemporaneità delle religioni”.

Noemi Di Segni, presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, a pochi giorni dalla Giornata del dialogo ebraico cristiano del 17 gennaio, commenta: “Questo corso è importante perché il giornalista o chi fa informazione sappia, si istruisca, abbia una conoscenza oggettiva, perché la verità spesso diventa quello che si racconta. Condividiamo una parte di noi non per imporci, ma per raccontarci”.

Da gennaio a marzo 2018 ogni martedì è prevista una sessione di due ore e mezzo.

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