Jérôme Lejeune, oggi venerabile amico di Giovanni Paolo II che creò per lui la PAV

Nell'anniversario della morte avvenuta il 3 aprile del 1994, va ricordata la sua strenua lotta a difesa della vita

Jérôme Lejeune
Foto: Fondazione Jérôme Lejeune
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“La qualità di una civiltà si misura dal rispetto che ha per il più debole dei suoi membri”. E’ una frase di Jérôme Lejeune il grande genetista, da gennaio servo di Dio che Scoprì la Sindrome di Down e fu il primo Presidente della Pontificia Accademia per la Vita. 

Lo scorso 3 aprile ricorreva l’anniversario della morte avvenuta nel 1994. 

Con le sue scoperte ha permesso di decifrare il mistero di una sindrome della quale si ignorava l’origine genetica come la Trisomia 21.

Con il suo rifiuto dell’aborto, della fecondazione extracorporea e di ogni forma di selezione e di forzatura della maternità naturale, è stato uno scienziato coerente e le sue posizioni le ha espresse con coraggio in ogni sede. Esempio concreto di come la vera medicina si batta per la vita e contro la morte sempre!”.

l Papa ha riconosciuto anche le virtù eroiche Servo di Dio Jérôme Lejeune, Fedele Laico  che cosi è dichiarato venerabile. Era nato il 13 giugno 1926 a Montrouge. Fu amico e collaboratore di Giovanni Paolo II che alla fine degli anni ‘80 lo nominò membro della Pontificia Accademia delle Scienze e consultore del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari.

Convinto antiabortista, spesso ricordava che “da sempre la medicina si batte per la salute e per la vita, contro la malattia e contro la morte, e non può cambiare schieramento!”. Lo disse anche alle Nazioni Unite definendole “una istituzione per la salute che si trasforma in istituzione di morte”.

Da allora viene messo in angolo dalla “scienza ufficiale” che segue le politiche. 

“Oggi mi sono giocato il Nobel”, scrive alla moglie: i finanziamenti per le sue ricerche vengono ritirati, in qualche modo è costretto a mendicare per continuare i suoi studi.

A ottobre del 1993 gli diagnosticano un cancro: “Non dovete preoccuparvi fino a Pasqua: vivrò almeno fino ad allora” dice con chiarezza alla famiglia. E aggiunge: “a Pasqua, non può avvenire nulla che non sia meraviglioso!”.

A febbraio del 1994 Giovanni Paolo II lo nomina presidente della Pontificia Accademia per la Vita appena creta. Il 3 aprile 1994, mattino di Pasqua, muore. Il 22 agosto 1997, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Parigi,Giovanni Paolo II,  va a pregare sulla sua tomba nel cimitero di Châlo-Saint-Mars. Una deviazione dal programma del viaggio. 

La causa per la beatificazione si apre il 28 giugno 2007 a Parigi. 

Oggi esiste la Fondazione Jérôme Lejeune nata l’anno dopo la sua morte.

Al servizio dei malati e delle loro famiglie, la Fondazione Jérôme Lejeune persegue tre obiettivi: cercare, curare, difendere.

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