La Bulgaria: dal comunismo all'Unione Europea in 15 anni

La sede del Parlamento bulgaro a Sofia
Foto: pubblico dominio
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La Bulgaria, prossima meta del viaggio apostolico di Papa Francesco che inizierà domenica, è una repubblica parlamentare, membro dell’Unione Europea dal maggio 2007 e della NATO dal 2004. In precedenza - dal 1946 al 1989 - è stata governata da un regime comunista. Questo sistema politico fu il primo a crollare nell’Europa Orientale già all’indomani della caduta del Muro di Berlino. Il regime bulgaro infatti si frantumò il 10 novembre 1989.

Nonostante l’ammissione nell’Unione Europea l’economia bulgara continua ad arrancare, e uno dei maggiori problemi riguarda l’alto tasso di disoccupazione.

L’attuale Presidente della Bulgaria è Rumen Radev, politico indipendente ma vicino alle posizioni del Partito Socialista, ed ex ufficiale dell’Aeronautica Militare. Primo Ministro è invece Bojko Metodiev Borisov, leader del Partito dei Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria.

Circa l’83% della popolazione - circa 7 milioni di persone in totale - professa il Cristianesimo. Tra i credenti la stragrande maggioranza fa parte della Chiesa Ortodossa. I cattolici costituiscono una assoluta minoranza: lo 0,9% degli abitanti che si dividono tra il rito romano e quello bizantino.

Oltre ai bulgari, due importanti minoranze etniche sono costituite da rom e da turchi, presenti in Bulgaria dal secolare dominio imposto sul Paese da parte dell’allora Impero Ottomano. Tra le altre minoranze figurano anche russi, armeni e greci.

Bulgaria e Santa Sede hanno allacciato relazioni diplomatiche nel 1931, a livello di delegazione apostolica: il primo delegato fu l’allora Arcivescovo Angelo Giuseppe Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII. Le relazioni tra Sofia e Santa Sede si interruppero nel 1945 con l’avvento del regime comunista e furono poi riallacciate il 6 dicembre 1990 con l’erezione della Nunziatura Apostolica a Sofia per volere di Papa Giovanni Paolo II.  L’attuale Nunzio Apostolico è l’Arcivescovo Anselmo Guido Pecorari.

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