La casa di Giovanni Paolo I ora si può visitare

Donata alla diocesi di Vittorio Veneto lo scorso anno, la casa è stata ora risistemata ed è visitabile.

La casa natale di Albino Luciani a Canale d'Agordo
Foto: Diocesi di Vittorio Veneto
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Apre al pubblico la casa natale di Giovanni Paolo I. In quella villetta di tre piani, a circa 300 metri di distanza dalla parrocchia di Canale d’Agordo, Albino Luciani nacque il 17 ottobre 1912 e vi venne battezzato nello stesso giorno dalla levatrice Maria Fiocco per “imminente pericolo di vita”. Ora, potrà essere visitata, dopo essere stata riaperta nel 2019 alla presenza del Cardinale Beniamino Stella, postulatore della causa di canonizzazione.

Il progetto di ristrutturazione della casa è stato preso in carico dalla diocesi d Vittorio Veneto, grazie ad un anonimo donatore che aveva anche passato alla diocesi la proprietà della casa. Questa ha tre piani, era in buone condizioni, e non necessitava di particolari lavori, ma piuttosto di un intervento di sostegno dei solai e di una sistemazione della due stanze principali. Il comune di Canale d’Agordo ha intenzione di sistemare la piccola area verde che dalla strada porta all’ingresso del piano terra, mentre l’accompagnamento dei turisti sarà gestito dalla Fondazione Papa Luciani, che inserirà la casa nel percorso che comprende il Museo Albino Luciani e la chiesa parrocchiale di Canale. 

Il museo è già aperto, su prenotazione, mentre da oggi si potranno anche visitare i tre piani, vedendo dove dormiva Albino Luciani da bambino e nelle vacanze da seminarista – ma senza la sua camera, portata con sé fino a quando fu Patriarca di Venezia. Ora si spera che la beatificazione possa avvenire nel 2022, data simbolica perché ricorrerebbero i 110 anni dalla nascita.

Ora si tratta di sistemare strade e piazze, per accogliere i pellegrini nel modo migliore possibile. Lo farà il Comune. Invece, nel Museo si sta inventariando l’archivio, mentre è a Roma l’archivio personale di Giovanni Paolo I, carte che vanno dal 1929 al 28 settembre 1978. Di queste carte si venne a conoscenza solo agli inizi degli Anni Duemila.

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