La Curia Romana e la partita delle nomine

Quasi tutti i capi dicastero sono in piena età pensionabile e sono stati prorogati nei loro incarichi dal Pontefice donec aliter provideatur

Il Papa e la Curia Romana nel 2019
Foto: Vatican Media - ACI Group
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Con la rinuncia accettata sabato scorso dal Papa e presentata dal Cardinale Robert Sarah, per raggiunti limiti di età, dall’incarico di Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, si apre per la Curia Romana un vero e proprio “risiko”. Quasi tutti i capi dicastero, infatti, sono in piena età pensionabile e sono stati prorogati nei loro incarichi dal Pontefice donec aliter provideatur, ovvero fino a quando non si disponga altrimenti.

Secondo le norme al compimento del 75° anno di età i capi dicastero devono presentare al Pontefice la loro rinuncia. Starà al Papa decidere se, come e quando accettare e conseguentemente procedere alla nomina del successore.

Già sabato scorso il Papa ha proceduto a nominare il “giovane” Cardinale Mauro Gambetti – 55 anni - quale suo nuovo Vicario Generale per lo Stato della Città del Vaticano, Presidente della Fabbrica di San Pietro e Arciprete della Basilica Vaticana in sostituzione del 77enne Cardinale Angelo Comastri, che ha servito sotto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

E’ particolare poi come il Papa si sia limitato ad accettare la rinuncia del Cardinale Sarah senza contestualmente nominarne il successore.

Le altre 8 congregazioni vaticane – 9 se si comprende quella del Culto Divino vacante per la rinuncia del Cardinale Sarah - attualmente sono guidate in 5 casi da prefetti in proroga di mandato: quella per i Vescovi dal 76enne Cardinale Marc Ouellet, quella per le Chiese Orientali dal 77enne Cardinale Leonardo Sandri, quella per il Clero dal 79enne Cardinale Beniamino Stella, quella per la Dottrina della Fede dal 76enne Cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer e quella per l’Educazione Cattolica dal 77enne Cardinale Giuseppe Versaldi.

A questi uffici vanno aggiunti il Pontificio Consiglio della Cultura che è guidato dal 78enne Cardinale Gianfranco Ravasi, il Governatorato per lo Stato della Città del Vaticano che ha come Presidente il 78enne Cardinale Giuseppe Bertello e la Penitenzieria Apostolica che ha al suo vertice il 76enne Cardinale Mauro Piacenza.

Con l’uscita di scena del Cardinale Sarah poi l’Africa resta alla guida del solo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale, il cui Prefetto è il Cardinale ghanese Peter Turkson.

Se analizziamo i continenti, si può notare come l’Europa sia al vertice di ben 17 tra dicasteri, congregazioni, pontifici consigli e uffici. Nello specifico: la Segreteria di Stato con il Cardinale italiano Pietro Parolin; la Segreteria per l’Economia con il gesuita spagnolo Juan Antonio Guerrero Alves; la Congregazione per la Dottrina della Fede con il Cardinale spagnolo Ladaria Ferrer; la Congregazione per le Cause dei Santi con il Cardinale italiano Marcello Semeraro; la Congregazione per il Clero con il Cardinale italiano Beniamino Stella; la Congregazione per l’Educazione Cattolica con il Cardinale italiano Giuseppe Versaldi; il Dicastero per la Comunicazione con l’italiano Paolo Ruffini; la Penitenzieria Apostolica con il Cardinale italiano Mauro Piacenza; il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica con il Cardinale francese Dominique Mamberti; il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani con il Cardinale svizzero Kurt Koch; il Pontificio Consiglio per i testi legislativi con l’Arcivescovo italiano Filippo Iannone; il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso con il Cardinale spagnolo Miguel Angel Ayuso Guixot; il Pontificio Consiglio della Cultura con il Cardinale italiano Gianfranco Ravasi; il Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione con l’Arcivescovo italiano Rino Fisichella; l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica con il Vescovo Nunzio Galantino; il Governatorato per lo Stato della Città del Vaticano con il Cardinale Giuseppe Bertello; il Vicariato per lo Stato dello Stato della Città del Vaticano con il Cardinale Mauro Gambetti.

L’America del Nord ha due rappresentanti: il Cardinale canadese Ouellet alla guida della Congregazione per i Vescovi e il Cardinale americano Farrell – peraltro Camerlengo di Santa Romana Chiesa – a capo del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

L’America meridionale invece vede il Cardinale argentino Sandri alla Congregazione per le Chiese Orientali e il Cardinale brasiliano Braz de Aviz alla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.

Infine vi è l’Asia che con il Cardinale filippino Luis Antonio Tagle guida la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Resta al momento senza rappresentanti l’Oceania, che nel recente passato ha annoverato il Cardinale australiano George Pell alla guida della Segreteria per l’Economia, incarico a cui è stato costretto a rinunciare per le note vicende giudiziarie – che lo hanno poi visto prosciolto – nel 2019. Prima di Pell, tra gli altri sono stati in Vaticano i Cardinali australiani Cassidy e Knox, rispettivamente Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani dal 1989 al 2001 e Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti dal 1974 al 1981.

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