La discussione al Sinodo 2018: il tema della paternità

L'arcivescovo Zbignevs Stankevics, di Riga, durante una delle pause del Sinodo 2015
Foto: ACI Group Archive
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È stato il tema della paternità al centro dell’intervento al Sinodo dell’arcivescovo Zbignevs Stankevics, arcivescovo di Riga (Lettonia) nella prima settimana di lavori del Sinodo.

L’arcivescovo Stankevics ha sottolineato “la crisi della paternità”, importante anche per la trasmissione della fede, perché “le statistiche mostrano che quando un padre tratta la fede con tutta serietà, la probabilità che i suoi figli lo seguiranno è del 75 per cento”, mentre quando solo la madre è una persona di fede, la possibilità che i figli faranno un cammino di fede scende al 15 per cento.

Non solo: aggiunge l’arcivescovo Stankevics che “quando si converte una madre di famiglia, la sua famiglia la segue nel 17 per cento dei casi”, mentre quando a convertirsi è un padre, nel 93 per cento dei casi sarà seguito da tutta la famiglia.

Una questione “così seria” che in molti sostengono che “il più grande problema dei nostri tempi sono gli uomini che non sanno cosa significa essere uomini”.

Secondo l’arcivescovo Stankevics, l’uomo “per trovare la propria identità, ha bisogno di uno specchio”, e il primo di questi specchi è la parola di Dio, perché – come diceva San Giovanni Paolo II, “l’uomo non è capace di capire se stesso senza Cristo”.

Il secondo specchio è una donna, che sia “una donna ideale”, come la Madre di Cristo”, e non una donna “presa dall’ideologia del femminismo radicale”, che percepisce l’uomo “non come un collaboratore, ma come un concorrente”, cosa che fa perdere “il riconoscimento della propria identità”.

L’arcivescovo Stankevics sottolinea anche che un ragazzo ha “bisogno di un padre”, andando al di là dello stereotipo che “l’educazione della fede è compito della madre”. “Nel piano divino – sottolinea l’arcivescovo di Riga – l’uomo è un difensore, non solo dai pericoli fisici, ma anche dai pericoli spirituali ed ideologici. È compito proprio del padre di avere cura del rapporto con Dio nella propria famiglia e incoraggiare sua moglie e i figli alla pratica di fede”.

L’arcivescovo Stankevics ha poi spiegato che in Lettonia questo problema si affronta con diverse iniziative pastorali, come il movimento Gli uomini di San Giuseppe, o Marriage Encounters, movimento mondiale i cui responsabili mondiali sono una coppia di sposi della Lettonia. Ma sono presenti nel Paese baltico anche L’Equipe Notre Dame, cui Papa Francesco ha recentemente inviato un messaggio. Infine, c’è il programma Kana, creato dal movimento Chemin Neuf.

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