La fede è la stella del mattino. Epifania del Signore

L'adorazione dei Magi
Foto: Centro Aletti
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Il bambino nato a Betlemme il giorno di Natale è il dono di Dio all’umanità. Non è solo il Messia destinato a Israele, ma anche il cercato delle genti, “perché con l’Incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo a ogni uomo” (GS 22) ed è divenuto “luce per illuminare le genti. I Magi che giungono ad adorare il Bambino costituiscono la primizia e l’inizio dell’adorazione universale di Gesù Cristo, unico e insostituibile Salvatore del mondo.

I Magi giungono a Betlemme perché vedono un segno, una stella - Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti ad adorarlo - che interpretano come una chiamata silenziosa e irresistibile a dirigersi verso il Signore.

Una stella che non è più sparita dall’orizzonte dell’umanità. Ora, infatti, è la Chiesa ad indicare Cristo. E’ mediante la predicazione del Vangelo e la celebrazione dei sacramenti che essa annunzia e rende presente il Signore agli uomini, perchè tutti – come afferma san Paolo nella lettera agli Efesini - prendano parte alla sua stessa eredità per formare lo stesso Corpo e partecipare alla stessa promessa per mezzo del vangelo.

La missione costituisce, dunque, l’identità identità e la definizione stessa della Chiesa. Infatti, se il Signore rappresenta la passione della Chiesa, essa non può rinunziare a rivelarlo perché il Vangelo “è per tutti obiettivamente liberante”.

Diversi sono i modi di rapportarsi con Cristo, il Figlio di Dio nato nella carne. I Magi rappresentano coloro che cercano il Signore sinceramente e desiderano rendergli omaggio; gli scribi coloro che rimangono indifferenti davanti alla sua venuta, Erode coloro che vedono in Gesù una minaccia e fanno di tutto per eliminarlo. L’annuncio post-pasquale di Cristo morto e risorto da parte della Chiesa si trova a confrontarsi con persone di questo tipo. Infatti, riconoscimento gioioso, indifferenza priva di interesse e costante persecuzione accompagnano l’annuncio del Vangelo.

La ricerca di Cristo e l’adesione alla sua Persona è un cammino che richiede coraggio e perseveranza, ma che porta frutti abbondanti perché cambia e arricchisce la vita. La fede, insegna San Pietro, è come una stella del mattino “che si leva nei nostri cuori” (2 Pt 1.19) che dona senso, apre prospettive inaspettate, indica la strada per raggiungere il fine per il quale l’uomo è stato creato, e cioè la vita eterna. Non dobbiamo spaventarci di fronte alle difficoltà. Scrive sant’Agostino: “Forse tenti di camminare, e ti dolgono i piedi e ti dolgono perché…hai percorso duri sentieri. Ma il Verbo di Dio è venuto a guarire anche gli storpi. Ecco, dici, io ho i piedi sani, ma non riesco a vedere la via. Ebbene, egli ha illuminato anche i ciechi” (Commento a Gv 39,4).

Le antiche rappresentazioni dell’epifania hanno portato la tradizione popolare a ritenere che i magi, fossero tre: uno giovane, uno nella piena maturità e uno anziano. In questo modo si è voluto sottolineare che tutte le età della vita e gli uomini di tutti i continenti sono chiamati all’incontro con Lui per godere della sua amicizia. Cristo è tutto. E’ la via; è la meta; è la forza che ci fa camminare.

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