La guerra in Ucraina e la crisi umanitaria nelle plenaria dei vescovi polacchi

Sono stati i temi principali della 391.ma Sessione Plenaria della Conferenza Episcopale Polacca, che si è svolta a Varsavia dal 14 al 15 marzo

I lavori della Assemblea
Foto: Conferenza episcopale polacca
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Durante la riunione plenaria, i Vescovi hanno effettuato una valutazione delle attività di aiuto intraprese dalla Chiesa, svolte sia dalle strutture di Caritas Polska e delle Caritas diocesane che da altre organizzazioni cattoliche e comunità parrocchiali e religiose.

"Stiamo assistendo a una enorme mobilitazione dei polacchi, soprattutto a livello locale. Vengono effettuate numerose raccolte di fondi per sostenere i rifugiati che giungono in Polonia e vengono raccolte donazioni da inviare nell'Ucraina dilaniata dalla guerra. Molte persone in fuga hanno trovato rifugio nelle famiglie polacche, nei centri diocesani e parrocchiali, e nelle comunità religiose femminili e maschili" – hanno sintetizzato i Vescovi. "I Vescovi esprimono grande gratitudine a tutti coloro che hanno offerto questo grande aiuto buono e spontaneo" – hanno sottolineato nel comunicato.

Allo stesso tempo, i Vescovi hanno evidenziato la necessità di un aiuto organizzato e a lungo termine – che comprenda l'accoglienza, la protezione, la promozione e l'integrazione – per coloro che decidono di rimanere nella nostra Patria. Hanno precisato che i governi locali e le organizzazioni non governative hanno in questo un ruolo speciale da svolgere. “Dobbiamo ricordare che la mera accoglienza umanitaria dei profughi di guerra è solo la prima tappa della sfida che affrontiamo, espressa dalle parole di Gesù Cristo: ero forestiero e mi avete ospitato (Mt 25,35). In una prospettiva a lungo termine, il nuovo arrivato e la comunità devono affrontare ulteriori compiti legati al processo di integrazione”. Ed è “necessario prepararsi e avviarlo il prima possibile, tenendo presente non solo la cura dell'integrazione dei rifugiati nella società polacca, ma anche sostenendo l'integrazione all'interno della stessa comunità ucraina in Polonia e rafforzando le sue risorse, in modo che i suoi rappresentanti siano anche in grado – quando ciò sarà possibile – di tornare nel proprio Paese e intraprenderne la ricostruzione”.

I Vescovi hanno ricordato che la guerra non è un metodo per risolvere i problemi, ma è sempre una catastrofe nella quale vengono uccise persone innocenti e viene distrutta la dignità umana. Questo è il motivo per cui hanno invitato "i responsabili dell'aggressione contro lo Stato e il popolo ucraino a porre fine alle ostilità il prima possibile e ad adoperarsi per raggiungere una pace giusta”.

I Vescovi hanno invitato i responsabili dell'aggressione contro lo Stato e il popolo ucraino a fermare le ostilità il prima possibile e a compiere ogni sforzo per raggiungere una pace giusta. Allo stesso tempo, hanno invitato tutti i credenti a "pregare con fervore per la pace in Ucraina, unitamente, per quanto possibile, al digiuno".

L'Episcopato ha anche espresso sostegno alla lettera che l'Arcivescovo Stanisław Gądecki, Presidente della Conferenza Episcopale Polacca, ha indirizzato a Kyril, Patriarca ortodosso di Mosca e di tutta la Russia. In esso ha chiesto di fare appello al Presidente della Russia per fermare la guerra con il popolo ucraino.

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