La predicazione del Vangelo si diffonde nonostante tutto. XI Domenica del Tempo Ordinario

Il commento al Vangelo domenicale di S.E. Monsignor Francesco Cavina

Gesù con i discepoli
Foto: pubblico dominio
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Oggi Gesù ci parla del Regno di Dio e di come esso di sviluppi nel mondo. Si serve di due eventi che tutti possiamo osservare nella vita di ogni giorno: la storia del seme che cresce da solo e la storia del piccolo seme di senape che diventa un albero.

Con queste due parabole Cristo rivela che il regno di Dio è già presente e operante in mezzo a noi e che, nonostante le opposizioni del mondo e i fallimenti dovuti al peccato dei suoi membri, si sviluppa e si diffonde con modalità che sfuggono al controllo dell’uomo. Il regno di Dio, infatti, cresce per virtù propria, per energia propria e, pertanto il suo successo non è legato all’impegno e all’affanno dell’uomo, ma all’azione della Grazia, la quale opera silenziosamente, ma  in maniera efficace, nell’intimità dei cuori.

Ne abbiamo una prova negli inizi della Chiesa. Il Signore per instaurare il suo regno nel mondo ha scelto un pugno di uomini quasi tutti di scarsa cultura, pieni di difetti, privi di mezzi materiali e con visioni alquanto ristrette. Appare, dunque, umanamente incomprensibile capire come i dodici apostoli abbiano potuto fare giungere l’annuncio del Vangelo fino ai confini della terra, superando innumerevoli contrasti ed ostacoli. Attraverso la parabola del granellino di senapa Gesù ci aiuta innanzitutto a comprendere che la predicazione del Vangelo si diffonde nonostante tutto. L’unica condizione è un terreno disponibile ad essere seminato. Innanzitutto il nostro cuore. Scrive, al riguardo, sant’Ambrogio: “Semina Cristo nel tuo orto…Tu semina il Signore Gesù: egli è un granello quando viene arrestato, un albero quando risuscita, un albero che fa ombra a tutto il mondo. E’ un granello quando viene sepolto in terra, ma è un albero quando si eleva al cielo” (Exp. In Luc. 7,176-180).

Insieme a questo insegnamento Gesù ci svela che l’annuncio del Vangelo non può essere fonte o causa di agitazione, irrequietezza, ansia, paura. E’ vero, viviamo in un contesto di rifiuto e di indifferenza nei confronti del messaggio cristiano, tuttavia, il Signore ci dice che il lavoro apostolico, per quanto faticoso e apparentemente inutile, da qualche parte certamente porterà frutto abbondante. Nel regno di Dio non vi è lavoro inutile, non vi è spreco.

A noi è chiesto di annunciare la Parola di Dio con fiducia, coraggio e perseveranza. Poi essa prosegue la sua corsa e nel rispetto dei tempi di Dio, che sono diversi dai nostri, porterà frutti imprevisti e insperati. Il cristiano, dunque, si presenta al mondo come un discepolo che ripone la sua fiducia e la sua speranza in Gesù, Signore della Chiesa e della storia.

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