La professione di fede del Sinodo sulla Tomba di San Pietro

Il Papa accoglie i pellegrini in San Pietro
Foto: Daniel Ibanez CNA
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In centinaia tra giovani e Padri Sinodali sono giunti nella Basilica di San Pietro al termine del pellegrinaggio sinodale partito stamane da Monte Mario, attraverso la via Francigena. La manifestazione è stata organizzata dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. 

Al termine del pellegrinaggio il Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha presieduto la Messa all’Altare della Cattedra alla presenza di Papa Francesco. Tutti hanno recitato - guidati dal Pontefice - la professione di fede dinanzi alla Tomba dell’Apostolo Pietro. 

“Qui desideriamo cogliere il senso di questo pellegrinaggio. Stiamo celebrando insieme a Pietro - ha detto nell’omelia l’Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione - il Sinodo dei giovani, abbiamo professato la nostra dede e ora vogliamo cogliere il significato di Pietro. Della sua vita e vocazione. Qui tutto parla di Pietro. Ma Pietro ci indica come vivere da cristiani”. 

“Pietro da giovane - ha aggiunto Monsignor Fisichella - era autonomo, ma verrà il tempo in cui altri ti porteranno dove non vuoi… Per capire questo, dobbiamo capire quanto avvenne anni prima. San Luca ci racconta la vocazione di Pietro, aveva pescato a vuoto tutta la notte. Gesù si avvicina, prendi il largo, getta la rete. Pietro non conosceva Gesù ma ne fu affascinato, come poteva dire a un pescatore di professione cosa fare… Pietro era stanco e deluso però non ha detto a Gesù di fare il falegname… Non ha risposto così. Pietro si è fidato di Gesù. La fiducia che pone in Gesù senza conoscerlo. Da qui il primo insegnamento: senza di me non potete fare nulla. Pietro lentamente capisce che ha bisogno della grazia di Dio. Senza di lui, non possiamo fare nulla. Appena Pietro vede che fidarsi di Gesù porta frutta, prende consapevolezza di chi è Gesù. E Gesù non lascia Pietro peccatore, gli dice non temere, sarai pescatore di uomini, continua ad essere vicino a me”. 

“Scopriamo - ha concluso il presule - un Pietro generoso come tipico dei giovani. Pietro è un generoso. Lascia tutto e segue Gesù, non dubita. Segue il Maestro per tre anni. Nuovamente nel Vangelo di Giovanni ecco una pesca andata male, e Pietro di nuovo obbedisce a Gesù, getta le reti ed ecco una pesca abbondante. Gesù non dice a Pietro: perché mi hai tradito? Gesù ci insegna che quando si è in Lui si pensa diversamente. LA seconda chiamata di Pietro, è la chiamata all’amore, a dare tutto se stesso. Pietro non è ancora capace e passeranno trent’anni. Dopo questi trent’anni Pietro piegherà le ginocchia davanti a Dio. Pietro ora è capace: ecco il dono del martirio. Qui Pietro compie la sua vocazione. Trent’anni, ma Dio ha pazienza con noi”. 

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