La questione cinese al tempo di Pio XII

Papa Pio XII
Foto: Wikicommons pubblico dominio
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Papa Pio XII dovette affrontare in prima persona il problema, o meglio il dramma, della persecuzione del regime comunista cinese ai danni dei cattolici. Nel 1958 - pochi mesi prima della sua morte e dopo altre due encicliche Cupimus Imprimis e Ad Sinarum gentem - Papa Pacelli scrisse l’enciclica Ad Apostolorum principis. 

“Le condizioni della Chiesa - rilevava il Papa parlando direttamente ai cattolici cinesi - sono venute peggiorando. È vero e questo Ci è motivo di grande conforto nella presente tristezza che di fronte al prolungarsi della persecuzione non sono venuti meno in voi l'intrepida fermezza nella fede e l'ardente amore verso Gesù Cristo e la sua chiesa; fermezza e amore che avete dimostrato in numerosissime maniere, di cui - anche se solo una piccola parte è nota al mondo - riceverete un giorno il premio eterno da Dio”.

Il Papa denuncia poi “l’associazione patriottica, alla quale i cattolici con pressioni di ogni genere sono costretti ad aderire. Sotto il falso pretesto di patriottismo, infatti, l'associazione vuole gradualmente condurre i cattolici a dare l'adesione e l'appoggio ai principi del materialismo ateo, negatore di Dio e di tutti i principi soprannaturali”.

Pio XII punta poi il dito contro una piaga che ancora oggi funesta la Chiesa cinese: l’elezione e la consacrazione illegale dei vescovi, senza avere il mandato pontificio. 

L’enciclica termina con un accorato ringraziamento del Papa all’eroismo dei cattolici cinesi. “Con tutta l'effusione dell’affetto - conclude Papa Pacelli - vogliamo dirvi quanto Ci sentiamo vicina a voi. Le vostre sofferenze fisiche e morali, specialmente quelle sopportate dagli eroici testimoni di Cristo - tra cui sono alcuni venerandi fratelli Nostri nell'episcopato - Noi le portiamo nel cuore e, giorno per giorno, le offriamo, con le preghiere e le sofferenze di tutta la chiesa, sull'altare del nostro divin Redentore. State saldi e riponete la vostra fiducia in Lui. Egli vede i vostri affanni e le vostre pene; Egli soprattutto accoglie l'intima sofferenza e le lacrime segrete che tanti di voi - pastori, sacerdoti, persone religiose e semplici fedeli - versano al vedere lo scempio che si vorrebbe fare delle vostre comunità cristiane. Queste lacrime e queste pene, insieme col sangue e le sofferenze dei martiri di ieri e di oggi, saranno il pegno prezioso del fiorire della chiesa nella vostra patria, quando grazie alla potente intercessione della Vergine santa, regina della Cina, giorni più sereni torneranno a risplendere sul vostro cielo”.

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