La Spina di Borgo, il Palazzo degli Alicorni ricostruito

Un palazzo del 1400 "spostato" per far spazio al confine e al tram

Palazzo Alicorni su Piazza Rusticucci
Foto: Istituto Luce
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Fin da quando i Papi ripensano Piazza San Pietro e poi ricostruiscono la Basilica la “ Spina” di Borgo, quell’isola di case rimasta al centro del Borgo diventa un problema urbanistico da risolvere. Ma come? E soprattutto che cosa andrà perso nelle demolizioni?

Proviamo a vedere, anche grazie ai saggi del catalogo della mostra del 2016 dedicata proprio alla “ Spina”  che cosa ci siamo persi, che cosa è stato spostato e cosa invece è ancora lì, testimone di un’epoca.

Di alcuni palazzi abbiamo anche una documentazione fotografica, come di Palazzo Alicorni che si trovava su Borgo vecchio, al centro della Spina.

Il Palazzo di fine ‘400 era della famiglia Alicorni, albanesi fuggiti dai turchi ed entrati al servizio in Curia con Papa Clemente VII.  Trajano de Alicorniis era “commensale del Papa”  e “cubiculario segreto”, praticamente maggiordomo e amministratore delle spese di palazzo anche sotto Paolo III Farnese. Un tipico uomo del rinascimento che sapeva muoversi in campo amministrativo quanto in campo artistico. 

Il suo palazzo ha lo stile classico romano e si sviluppa attorno ad un cortile loggiato con un pozzo al centro. Piano nobile affrescato, soffitti intagliati  e l’appartamento privato affacciato su Piazza San Pietro lo rendono un piccolo gioiello. 

Quando nel 1667 venne completato il Colonnato del Bernini che abbraccia Piazza San Pietro fu necessario demolire un gruppo di vecchie case dette l’ “isola del Priorato”  perché uno degli edifici era la sede del Priorato dei Cavalieri di Rodi.

Con la nuova piazza berniniana il palazzo  si trovò in una posizione scomoda. Troppo vicino al Colonnato meridionale e isolato su tre lati, con Piazza Rusticucci, anticamere di Piazza San Pietro a nord, via del Sant'Uffizio a ovest, ed il corto e tortuoso vicolo chiamato "Vicolo di messer Traiano" (da Traiano Alicorni) a est.  Il Palazzo ebbe vari utilizzi e lentamente andò verso il declino. 

Per anni fu sede della "Guardia Civica" Romana, e già il piano regolatore generale di Roma del 1882  ne prevedeva la demolizione, ma nel 1888 divenne una scuola elementare e venne addirittura restaurato nel 1928. Nel 1931 venne abbattuto, ma la particolarità è che il Palazzo venne poi ricostruito quasi identico qualche metro più in là su Borgo Santo Spirito. 

Nel 1938 furono gli architetti Attilio Spaccarelli e Marcello Piacentini, i progettisti di Via della Conciliazione, a ricostruirlo lungo Borgo Santo Spirito, quasi di fronte al palazzo del Commendatore, parte del complesso dell'ospedale di Santo Spirito in Sassia.

Ma non è certo la stessa cosa. Eppure gli affreschi del Palazzo Alicorni erano stati staccati e restaurati nel 1928. 

Per capire bene i motivi della demolizione ci sono i verbali della Commissione tecnica mista italiana vaticana sorta dopo i Patti Lateranensi per definire confini e proprietà. Il problema era proprio il confine, la vicinanza del Palazzo al cordolo del confine e la vicinanza dei binari del tram che andava arretrata indussero all’abbattimento. Oggi sembra impossibile solo pensarlo. Si buttò giù il palazzo e si demarcò un confine. Si tentò comunque il recupero degli affreschi che con molte peripezie sono stati conservati in parte al Museo di Roma. 

Il nuovo Palazzo Alicorni fu anche sede della "Confcooperative" l'unione delle cooperative cattoliche italiane poi diventò per molti anni un albergo, l' "Hotel Pensione Alicorni” A partire da 2015 l'edificio ospita l'UCID,l "Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti”.

 

 

 

 

 

Ti potrebbe interessare