La Spina di Borgo, la chiesa di San Michele arcangelo e la Madonna del Latte

La antica chiesa che ricordava il miracolo che aveva salvato Roma dalla pesta ai tempi di Gregorio Magno

La chiesa di San Michele arcangelo
Foto: wikipedia
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Tra le chiese che la demolizione della Spina di Borgo ha fatto scomparire c’è la chiesetta di San’ Angelo. Per fare spazio al progetto di via della Conciliazione furono sacrificati molti edifici storici che erano in cattivo stato, certo, ma che erano parte della vita della gente.

La chiesa di San Michele Arcangelo ai Corridori di Borgo è una di quelle.  Venne giù nel 1939 insieme agli edifici che fecero posto all’attuale Borgo Sant’ Angelo.

La particolarità della chiesa, come di altri edifici, era di essere addossata al Passetto di Borgo. 

La storia del luogo di culto è antica, tanto che la prima chiesa potrebbe risalire al 590 quando il Papa passò in processione per andare a chiedere la fine della peste a Roma. La tradizione racconta che la peste cessò quando apparve un arcangelo che rinfoderava la spada. E questo è infatti l’angelo di Castello. 

La storia invece riporta notizie dal XV secolo della esistenza della chiesa con le nascita della Confraternita di San Michele Arcangelo. La chiesa che venne demolita però è ancora successiva perché Alessandro VI fece demolire alcuni edifici per creare la “via alessandrina”. La nuova chiesa fu ricostruita nella seconda metà del 1500 ad opera dell’architetto Tiberio Calcagni. Una chiesa piccola che inglobava le strutture della confraternita e dell’antico ospedale annesso. 

La facciata era su una strada laterale, Via di Porta Castello, e il lato era su Borgo San’ Angelo, a pochi passi dal Castello. 

Ora c’è solo il nuovo doppio fornice sul Passetto che permette il passaggio delle auto da Via della Traspontina a Via di Porta Castello. 

La confratenita aveva degli immobili in tutta Roma ma quelli in zona erano soprattutto un edificio ristrutturato da Carlo Rainaldi nel 1678, anche esso abbattuto, e su ogni proprietà c’era una targa  con l’arcangelo Michele. Alcune sono ancora conservate al Museo di Roma. 

All’interno un grande affresco raffigurava la Precessione di San Gregorio Magno per chiedere la fine della peste, secondo il racconto tradizionale. L’affresco è sopravvissuto alla demolizione ed ora si trova nella ricostruita chiesetta dell’ Annunziata.

Lo sventramento di Borgo di fatto mise in opera i progetti del piano regolatore del 1908 che prevedeva un nuovo collegamento verso il nuovissimo quartiere Prati, ma il destino era segnato  anche dalla opinione di Antonio Muñoz che la trovava di nessun valore artistico. 

Nel 1939 arriva la demolizione con tale celerità che la confraternita non riesce nemmeno a salvare i morti sepolti in chiesa. 

Si salvano qualche arredo, qualche iscrizione anche del IV secolo e qualche affresco come la Madonna del Latte proveniente dal Passetto di Borgo, un dipinto della scuola di Antoniazzo Romano. 

La immagine era stata salvata dalla ristrutturazione del Passetto e Leone XII successivamente le diede il titolo di “ Refugium peccatorum” e così esposta nel giubileo del 1825.

Alcuni pezzi architettonici sono stati conservati  come le iscrizioni su architravi e portali. 

Ma la storia della devozione a San Michele e con quella una parte della storia di Roma sono perse per sempre.

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