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La Spina di Borgo, le chiese distrutte o sposatate, la vicenda dell' Annunziatina

L' Oratorio barocco della Santissima Annunziata spostato e ricostruito

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Oltre alle piccole case, ai palazzi spostati e “tagliati” o a quelli sopravvissuti alla demolizione della Spina di Borgo, c’è la storia delle chiese e degli oratori che erano la struttura centrale della zona.

Tre chiese della zona sono sopravvissute. Due perché sono fuori dalla Spina e una perché è stata interamente ricostruito. 

La chiesa di Santa Maria in Traspontina era già stata “spostata” o meglio ricostruita nel XVI secolo, e oggi ha la sua facciata su via della Conciliazione. La chiesa di Santo Spirito in Sassia ha la facciata su Borgo Santo Spirito, rimasto originale. Infine l’Oratorio della Santissima Annunziata a Borgo che venne demolito nel 1940, smontato a pezzi e ricostruito dove è oggi davanti al ponte che porta a Corso Vittorio Emanuele. 

Iniziamo da questo particolarissimo intervento a raccontare le chiese di Borgo. 

L’oratorio era la sede dell’ Arciconfraternita dello Spirito Santo ed è stato costruito tra il 1744 e il 1746 secondo lo stile del rococò romano. La chiesetta si è trovata spesso lungo le linee dello sviluppo ottocentesco di Roma, in primo luogo dopo il 1870 nella fase di demolizioni e costruzioni “piemontesi” per la creazione di una capitale d’ Italia che somigliasse a Torino e Parigi. 

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Nel 1911 quando venne inaugurato il ponte Vittorio Emanuele il Comune di Roma aveva notificato all’Arciconfraternita che per 25 anni la chiesa si poteva abbattere senza preavviso. 

La chiesetta in realtà era un po’ in malarnese, nonostante i tentativi si restauro.

Rispetto al piano di Spaccarelli, più conservativo, passò Lal iene di Piacentini e quindi anche l’abbattimento dell’ Oratorio. “ Fino che era tra i muri vecchi stava in piedi- scrive Piacentini- a lasciarla da sola cade”.

Ma il progetto mette sul tavolo la riedificazione e lo smontaggio e il recupero delle decorazioni più importanti, affreschi compresi. Un lavoro grandioso voluto dall’ Arciconfratenita in accordo con il Comune di Roma e l’ INA che era proprietaria del palazzo in fondo a via della Conciliazione che avrebbe “inglobato” l’oratorio. 

Ci vollero 6 anni ma il 14 marzo del 1946 il nuovo edifico era rinato. Mancavano però le decorazioni da riposizionare. Fu un lavoro lungo con diverse squadre di restauratori come Pio e Silvio Eroli che recuperarano la vita di Maria del Massarotti , o Pasquale Sparnacci che ricostituì il Trionfo dello Spirito Santo. Rifatto anche se si era tentato di conservare l’originale che però era stato mal conservato.

L’affresco venne rifatto come copia precisa inserendo i pezzi ancora utilizzabili. La chiesa finalmente nel 1950 venne riconsacrata. Era il 7 dicembre. Ma era una chiesa del tutto nuovo con sopra un po’ di decorazione in stile per mantenere l’aspetto esteriore dell’ “ Annunziatina” come la chiamavano i borghigiani.

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Oggi la chiesetta, sacrificata dietro il terrapieno che crea l’accesso a Ponte Vittorio Emanuele ed è gestita dal Sodalizio di San Michele Arcangelo ai Corridori di Borgo.