La storia delle missioni dei gesuiti in Messico nei manoscritti della Biblioteca vaticana

Una foto delle gente del Messico che illustrava un libro di Bandelier
Foto: durangoherald.com
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Si era alla fine del 1800 e l’ America era ancora il Nuovo Mondo. Così l’archeologo americano di origine svizzera Adolph F. Bandelier tra il 1886 e il 1887 decide di scrivere in ben 7 volumi: “A History of the Southwest: a Study of the Civilization and Conversion of the Indians in Southwestern United States and Northwestern Mexico from the Earliest Times to 1700”. L’idea è di farne dono a Papa Leone XIII per il  cinquantesimo di sacerdozio nel 1887.

Ora la Biblioteca Vaticana ha pubblicato nella propria storica collana “Studi e testi”  il terzo e il quarto volume di A History of the Southwest.

Si tratta degli ultimi volumi dell’opera, la cui preparazione si è protratta per diversi anni, con lo scopo di raccontare e tenere memoria della attività missionaria dei Gesuiti in America, sopratutto negli stati messicani di Sonora e Chihuahua, e dell’Arizona e Nuovo Messico negli Stati Uniti. Oggi a Bandelier e ai villaggi da lui studiati è dedicato un parco.

Il primo volume legato al Bandelier, come si legge nella rivista OWL della Biblioteca Vaticana, è il catalogo di tutti i documenti da lui donati al Santo Padre  curato da Ernest J. Burrus, S.J. (1907- 1991), A Catalogue of the Bandelier collection in the Vatican Library, uscì nel 1969. In un supplemento furono raccolti alcuni disegni e carte geografiche: Reproduction in Color of Thirty Sketches and of Ten Maps.

Nel 1987 fu pubblicato il primo dei tre volumi dell’edizione del testo manoscritto dell’archeologo, intitolato The original Text and Notes in French (1887) edited, with English Summaries and Additional Notes from MS. Vat.lat.14111, comprendente le prime due parti delle sette nelle quali è divisa l’opera.

L’impresa ha potuto essere portata a compimento con l’ausilio delle fonti archivistiche, corrispondenze e contatti, grazie alle molte persone che hanno creduto nel progetto e vi hanno collaborato. Il codice Vat.lat.14111, con i testi di Bandelier, è conservato insieme ad altri cinque volumi rilegati in pelle, anch’essi donati dallo studioso, che contengono disegni, fotografie, progetti e carte geografiche, in tutto 502 documenti contrassegnati dalle segnature Vat.lat.14112-14116. P. Ernest J. Burrus è noto per aver pubblicato relazioni di diversi gesuiti operanti in territorio americano; tali documenti furono portati negli archivi europei e specialmente in quello romano della Compagnia di Gesù.

Alla morte di p. Burrus, altri padri gesuiti continuarono la preparazione del testo di Bandelier per la stampa con impegno e grande passione, curando la revisione e la redazione degli indici; tra essi p. Charles O’Neil S.J. (1927-2009), alla guida dell’Istituto Storico Gesuitico di Roma fino al 1993, quando tornò alla sua comunità di New Orleans. Qualche anno più tardi, per impulso dell’allora prefetto della Biblioteca Vaticana, Rev. Raffaele Farina, riprese il lavoro p. Mark Lewis S.J., che era presso l’Istituto Gesuitico dal 1995, e ne fu il direttore dal 1998 al 2004. Quando p. Lewis prese a insegnare allo Spring Hill College, in Alabama, la continuazione del lavoro fu nuovamente affidata a p. O’Neil, che lo accettò, ma dopo qualche tempo il morbo di Parkinson che lo affliggeva lo costrinse a trasferirsi nell’infermeria della comunità di New Orleans, senza riuscire però ad arrestare il suo paziente lavoro sul testo di Bandelier, portato quasi a compimento. Nel 2005 l’uragano Katrina devastò New Orleans, portando distruzione e morte; p. O’Neil riuscì a salvare le bozze corrette dei volumi, trasportandole sulla testa mentre attraversava le strade cittadine sommerse dall’acqua. L’ultima fase del lavoro è stata realizzata dai padri Thomas McCoog e Martín Morales.

A tutti loro la Biblioteca esprime, come ricordato nella nota dell’editore, sincera gratitudine. “ In un'epoca in cui sembra esserci una tendenza alla costruzione di muri e non di ponti, pensiamo che parlare dei padri gesuiti, che dal XVI al XVII secolo si sono dedicati all'evangelizzazione delle popolazioni native in America, sia giusto e appropriato. Per poter utilizzare meglio il lavoro di Bandelier, sarebbe auspicabile, dopo aver concluso l'edizione di questi due volumi, digitalizzare i cinque volumi di mappe, fotografie, disegni e schemi che accompagnano il testo e costituire un complemento importante per il lavoro".

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