La tenerezza di Maria celebrata a Nazareth per la Giornata Mondiale del Malato

Il Papa abbraccia un malato in Piazza San Pietro
Foto: CNA
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Ruanda, Spagna, Cuba, sono sorprendentemente questi i paesi dove la celebrazione della giornata del malato è nata. Da questi esempi e dalla richiesta di molte conferenze episcopali Giovanni Paolo II ebbe l’idea di farne una Giornata Mondiale con un Pontificio Consiglio che seguisse nel mondo la pastorale per il mondo della sanità.

Quest’anno la GMM verrà celebrata in modo solenne in Terra Santa tra il 6 e il 13 febbraio in modo che l’11, giorno della festa della Madonna di Lourdes sarà il monento centrale della celebrazione.

Il messaggio del Papa per la occasione è stato presentato oggi alla stampa dall’ arcvescvo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, da Jean-Marie Mate Musivi Mupendawatu, Segretario del Dicastero; da P. Augusto Chendi, M.I.Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio e da P. Pietro Felet, S.C.I., Segretario generale dell’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa e Referente locale per l’organizzazione della Giornata Mondiale del Malato 2016.

Significativo il ricordo di come Papa Giovanni Paolo II volle intendere il senso di questa giornata come ha ricordato da monsignor Mupendawatu: “San Giovanni Paolo II si chiedeva “come scoprire nel momento della prova l'apporto costruttivo del dolore? Come dare significato e valore all'angoscia, all'inquietudine, ai mali fisici e psichici che accompagnano la nostra condizione mortale? Quale giustificazione trovare per il declino della vecchiaia e per il traguardo finale della morte che, malgrado ogni progresso scientifico e tecnologico, continuano a sussistere inesorabilmente?”. “Soltanto in Cristo – spiegava - Verbo incarnato, redentore dell'uomo e vincitore della morte, è possibile trovare la risposta appagante a tali fondamentali interrogativi”.

Nel messaggio per l’11 febbraio 2016 c’è tutto il tema della misericordia unita all’affidamento a Maria.

Il testo prende spunto dalle nozze di Cana, e la scelta della Galilea come luogo della celebrazione sottolinea il senso di affidamento a Maria, dove “si profilano i tratti distintivi di Gesù e della sua missione”.

Nel messaggio il Papa parla della assistenza ai malati, e di coloro che offrono consolazione, e per questa giornata ha anche deciso una indulgenza plenaria seguendo l’ icona di Maria che “consola” i suoi figli: “nella sollecitudine di Maria si rispecchia la tenerezza di Dio. E quella stessa tenerezza si fa presente nella vita di tante persone che si trovano accanto ai malati e sanno coglierne i bisogni, anche quelli più impercettibili, perché guardano con occhi pieni di amore”.

E la indulgenza sarà per chi partecipa alla celebrazione, ma anche per tutti coloro che seguono tramite i mezzi di comunicazione, e ci sarà anche la possibilità di una indulgenza parziale da lucrare anche con il passaggio della Porta Santa nei giorni delle celebrazioni.

Nel messaggio il Papa ha voluto sottolineare anche lo spazio di diaologo con il mondo ebraico e islamico ricordando due sante palestinesi

a Santa Maria Alfonsina Danil Gatthas, nata a Gerusalemme, Fondatrice della Congregazione del Santo Rosario e morta ad Ain Karem nel 1927, e a Santa Maria di Gesù Crocifisso Baouardy, nata ad Abellin in Israele, che fondò il primo Carmelo a Betlemme, dove morì nel 1878 e la sua tomba è ancora oggi meta di pellegrinaggio da parte di cristiani e di musulmani.

Oltre ai momenti liturgici ci sarà un convengo teologico pastorale e ci saranno delle visite a strutture sanitarie della Terra Santa.

“ La tenerezza premurosa di Maria” come ricorda il Papa nel messaggio, sarà il punto centrale della riflessione che permetterà anche di affrontare alcuni problemi pratici come la libera circolazione dei fedeli per cui ad esempio la Unzione degli ammalati sarà celebrata tre volte in diversi luoghi.

In Terra Santa la Chiesa cattolica è presente in 13 strutture ospedaliere, 8 case di accoglienza per anziani e 14 isituti per bambini abbandonati.

Padre Flette ha spiegato: “L'Eucarestia sarà sempre il centro della giornata ed il momento in cui si celebrerà in particolare un mistero della vita di Gesù: Gesù in mezzo al suo popolo (Ramallah), Gesù nato per noi (Betlemme), Gesù risorto per noi (Santo Sepolcro), il dramma di Gesù (Getsemani), Gesù alla scuola di Maria (Nazareth), Gesù annuncia il Regno (Beatitudini). Gesù occupa il posto centrale del poster.

L'Unzione degli ammalati sarà amministrata per ben tre volte e in tre luoghi diversi da vescovi cattolici di diversi riti. Perché? I pellegrini possono circolare liberamente e recarsi in tutti i luoghi santi, invece non tutti i cristiani locali possono convenire a Nazareth 1'11 febbraio. Per questo motivo l'unzione degli ammalati sarà amministrata alle persone anziane o malate anche a Ramallah per i cristiani che vivono nel Nord della Palestina, e a Betlemme per quelli del Sud della Palestina. Il mercoledì delle ceneri sarà celebrato al Getsemani l'atto penitenziale con la benedizione delle ceneri sotto i plurisecolari olivi e l'imposizione delle stesse prima di oltrepassare la porta della misericordia, una delle tre porte della misericordia aperte in Terra Santa (Nazareth, Betlemme, Getsemani)”.

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