L’amore di Gesù è credibile. Domenica delle Palme

Il commento al Vangelo domenicale di S.E. Monsignor Francesco Cavina

Gesù entra a Gerusalemme
Foto: pubblico dominio
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La liturgia della domenica delle Palme, che apre i riti della Settimana Santa, si svolge in due momenti: la benedizione e la processione con i rami di ulivo, che commemora l’ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme, e il racconto della Passione tratta dal vangelo di san Luca.

Noi vogliamo entrare in questa grande settimana ponendoci alcune domande: Con quale animo Gesù è andato a Gerusalemme dove sapeva che lo attendeva la passione e la morte in croce? E noi con quali sentimenti dobbiamo incamminarci verso la Pasqua? Come dobbiamo vivere il gesto simbolico della processione delle Palme perchè non sia solo un rito, ma un’azione che cambia la nostra vita?

Ci aiuta a rispondere a queste domande la preghiera iniziale della celebrazione dove preghiamo con queste parole: “Dio Onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini tuo Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo ed umiliato fino alla morte di croce; fa che abbiamo sempre presente l’insegnamento della sua passione per partecipare alla gloria della resurrezione”.

La Passione di Cristo rappresenta la suprema prova di obbedienza e di amore di Gesù al Padre per amore nostro. Infatti, accettando di  sottoporsi liberamente alla morte e alla morte di croce, Egli ha salvato l’umanità. Ma in che cosa consiste la salvezza portata da Cristo? La salvezza è liberazione dell’uomo da quell’unica schiavitù che è radice e causa di tutte le tragedie di oppressione e di ingiustizia che soffocano l’esistenza umana, ossia il peccato. Tutti siamo egoisti e tutti abbiamo bisogno che nella nostra vita entri l’amore del Signore che ci rende capaci di vivere nella libertà e nella comunione d’amore che deve legare i figli di Dio. Ebbene, obbedienza e amore a Dio sono le stesse  disposizioni interiori che devono animare il nostro cuore se vogliamo vivere pienamente i giorni santi che si aprono dinnanzi a noi.

La Settimana santa, dunque, sarà spiritualmente feconda se con la nostra partecipazione alle varie celebrazioni liturgiche ci lasciamo invadere dall’amore del Signore Il Suo amore ci libera dal peccato; il Suo amore ci rigenera alla vita divina; il Suo amore ci rende figli di Dio; il Suo amore ci rende fratelli tra di noi. L’amore di Gesù è credibile.  Il nostro amore, dunque è vero solo quando diviene disponibilità al sacrificio di sé per il bene dei fratelli. Proprio come ha fatto Cristo. Non importa se siamo peccatori. Anzi, proprio perchè siamo peccatori, Dio ci vuole bene e ci riscatta.

Dio, dunque, ci rigenera nell’amore e noi, rinati nell’amore non possiamo più essere cattivi, non possiamo più volere la guerra, ma la pace. Non possiamo in nessun modo soffocare la libertà degli altri, ma esprimerci nei confronti dei fratelli  con sentimenti e gesti di amore.     

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