Lampedusa, il Museo dedicato ai migranti, alla fiducia e al dialogo

Migranti a Lampedusa
Foto: www.aciprensa.com
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Lampedusa si trasforma nel più grande museo del Mediterraneo nel nome del dialogo fra i popoli. E’ il “Museo della fiducia e del dialogo per il Mediterraneo”, inaugurato il 3 giugno nell’isola siciliana. Un museo per riflettere sul dramma di coloro che si mettono in mare, e rischiano la vita, per raggiungere l’Europa.

“L’Italia e l’Europa sono debitrici a Lampedusa, il volto migliore del continente, che non si può lasciare da sola e inoltre l’Italia deve essere orgogliosa di Lampedusa, del suo senso di umanità, del suo livello di civiltà”, lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione. Ad accompagnarlo c'erano il Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, il Ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini e il sindaco Giusy Nicolini.

Per l’inaugurazione sono giunte opere importantissime da tutta Italia. Un esempio è “L’Amorino Dormiente” di Caravaggio, direttamente dagli Uffizi di Firenze. "Un angelo profondamente addormentato che si pone come omaggio al piccolo Aylan, il bambino morto sulla spiaggia turca, ma anche ai tanti piccoli che son nati in mare, durante la migrazione, o a coloro che sono riusciti a sopravvivere grazie ai soccorsi", come sottolinea il direttore della struttura fiorentina, Eike Schmidt.  

Il primo corpus comprende opere dal Museo del Bardo di Tunisi (altro polo museale importante per la mostra, dopo gli Uffizi ), dal Mucem di Marsiglia, dal Museo Storico Navale della Marina Militare e dal Museo Correr di Venezia, dal Museo Pelagalli "Mille voci mille suoni" (Bologna), dalla Biblioteca Panizzi (Reggio Emilia), dal Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina, dal MUDIA di Agrigento, dai musei Abatellis e Salinas, e dalla Fondazione Sicilia - Villa Zito (Palermo). In mostra anche una speciale sezione "della memoria" con reperti originali del naufragio sull'Isola dei Conigli al largo di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui morirono 368 persone.

La mostra infatti rimarrà aperta dal 3 giugno al 3 ottobre, Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, in ricordo proprio delle centinaia di migranti che quel giorno del 2013 morirono nel terribile naufragio.

Esposti ci sono anche i disegni di Adal, un ragazzo eritreo scappato dal suo Paese nel 2005. Il giovane, poi, da Malta era stato riportato indietro, dove è stato imprigionato e dove ha disegnato le torture che ha subito. Questo è un documento unico, perché non c’è altra testimonianza visiva di quelle torture, tanto che le Nazioni Unite hanno acquisito quei disegni nella relazione di condanna del regime eritreo.

Con l’occasione è stato inaugurato anche il museo archeologico del paese: il Museo archeologico delle Pelagie.

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