L'analisi di Benedetto XVI e i commenti dei teologi tedeschi

Un murales in Germania
Foto: Stefano Ferrario
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Perdita del senso di Dio e allontanamento dalla fede. Secondo il Papa emerito Benedetto XVI sarebbero queste le principali cause dell´attuale crisi degli abusi nella Chiesa. Entrambe queste direzioni di pensiero sarebbero maturate nel corso degli anni ´60, durante un processo di rifiuto dei caposaldi della morale sessuale cattolica. Il morbo sarebbe poi dilagato coinvolgendo teologia, formazione dei seminaristi e selezione dei vescovi.

Papa Benedetto rompe il suo lungo silenzio per condividere per iscritto le sue riflessioni sull' attuale crisi della Chiesa. Il suo saggio, come ammette lo stesso Benedetto, sarebbe scaturito dagli appunti presi dal Papa emerito in vista dell' incontro, tenutosi in Vaticano dal 21 al 24 febbraio scorso, sul tema abusi di religiosi ai danni di minori, cui, su invito di Papa Francesco, hanno partecipato tutti i presidenti delle conferenze episcopali del mondo. Il saggio di Benedetto XVI, dal titolo “La Chiesa e lo scandalo dell´abuso sessuale”, è stato pubblicato, dopo consultazione con Papa Francesco e il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, nell´edizione di aprile della “Gazzetta del Clero” (Klerusblatt) pubblicata nel Bayern, e da ACI Stampa integralmente.

Il punto di partenza delle riflessioni di Benedetto XVI è la domanda: come ha potuto la pedofilia raggiungere una tale diffusione? “In fondo il motivo – risponde Benedetto XVI - è l´assenza di Dio. Perfino noi cristiani e sacerdoti non parliamo più di Dio, poiché questi discorsi sono diventati scomodi”. Laddove però una società perde il contatto con Dio diventa una società dove anche la “misura dell´umano va perduta”.

Il saggio di Benedetto XVI già a pochi giorni dalla sua pubblicazione non manca di creare contrapposte fazioni e dividere i commentatori.

Quelle della “Comunità tedesca dei teologi morali”, per esempio, che in una presa di posizione pubblica ha demolito il contributo di Benedetto XVI. Secondo Christof Breitsameter, professore di Teologia morale all´Università di Monaco di Baviera, e Stephan Goertz, professore di teologia morale all´Università di Magonza, che firmano la presa di posizione dei teologi morali tedeschi contro Benedetto XVI, il suo saggio sarebbe una specie di regolamento di conti: “La tematica degli abusi viene strumentalizzata da Benedetto XVI per ripetere la sua ben nota critica alla teologia morale, di cui non condivide le posizioni sull´etica sessuale, Chi, per esempio, dalla prospettiva delle teologia morale, nega che un comportamento omosessuale all´interno di un rapporto stabile sia sempre un peccato mortale, non legittima per ciò stesso la violenza sessuale”.

In ultimo, sebbene gli sforzi teologici di Benedetto XVI hanno sempre tentato di tenere unite fede e ragione, “la sua recente analisi minaccia questa connessione, poiché si rifiuta di riconoscere senza pregiudizi gli sforzi della teologia morale nella direzione di un´etica cristiana della libertà e della responsabilità e le conoscenze scientifiche sull´abuso sessuale”.

Attraverso il portale tedesco di informazione cattolica Kath.net, il cardinale Gerhard Ludwig Müller, ex prefetto della Congregazione della Dottrina della fede, difende lo scritto di Benedetto XVI, definendolo “l´analisi più profonda della genesi della crisi della credibilità della Chiesa nelle questioni di morale sessuale e più intelligente di tutti i contributi dati dai presidenti delle conferenze episcopali durante i loro vertici”.

“Grazie, Papa emerito!” («Danke, Papa Emeritus!»): ringraziava lunedì 15 aprile dalle sue colonne, il settimanale Tagespost di Würzburg sottolineando che la finalità dei critici di Benedetto XVI è in fondo solo quella di “dissuaderlo da ulteriori interventi attraverso aspre critiche”.

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