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Le Beatitudini, il cuore del messaggio di Gesù. IV Domenica del Tempo Ordinario

Il commento al Vangelo domenicale di S. E. Mons. Francesco Cavina

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Nel Vangelo della IV domenica fra l’anno la Chiesa propone alla nostra riflessione il discorso delle Beatitudini. Quando ci si trova a confrontarci con questo rivoluzionario discorso di Cristo si rischia, però, di cadere in un equivoco, spesso inconsapevole. Si è portati ad interpretare questo testo soltanto dal punto di vista degli ascoltatori e non a partire da Gesù stesso. In altre parole ci si ferma alla domanda: Chi sono gli affamati e gli assetati di giustizia? Chi sono i poveri, i perseguitati, i miti…? e così via. Se ci fermiamo a queste domande  senza guardare a Gesù, rischiamo di perdere l’essenziale. Il vero punto di partenza, infatti, è Lui. Le Beatitudini, non sono un ideale astratto né un codice morale irraggiungibile: esse rivelano il volto di Cristo, parlano di Lui, manifestano il suo stile di vita. Gesù comunica ai discepoli ciò che Egli stesso ha vissuto.

E’ Lui è il povero, il mite, il pacifico; è Lui che ha fame e sete di giustizia. E’ Lui che possiede uno sguardo così puro da riconoscere ovunque i segni di Dio e del bene, persino nel cuore ferito del peccatore. E quando Cristo è risorto, Egli è divenuto il Consolato che può davvero consolare chi soffre e sente il peso della vita.

Le beatitudini, però, non sono solo una sorta di autobiografia di Cristo;  costituiscono anche il cuore del Suo messaggio, la vera e propria “Magna Carta” del Regno di Dio da Lui annunciato. Si tratta di una parola che il Signore rivolge non solo ai suoi discepoli, ma ad ogni uomo, senza distinzione. Esse descrivono il volto dell’uomo che si apre all’amicizia di Gesù, accoglie il  perdono dei peccati ed è liberato dall’inganno e dalla violenza. Ma come accadeva ai profeti dell’AT, anche questi discepoli, proprio perchè portano nel mondo una novità assoluta, subiscono persecuzione (Mt 5.10-11).

Eppure, proprio coloro che sono perseguitati vengono proclamati beati, felici da Gesù. La loro beatitudine non nasce dalla condizione presente, ma dalla certezza che la vita non si esaurisce in questo mondo. Li attende una realtà nuovo: la vita eterna. Per questo le beatitudini diventano un invito e un incoraggiamento: voi poveri, voi misericordiosi, voi afflitti, voi perseguitati, voi miti, non scoraggiatevi! Continuate il cammino, andate avanti, tenete fisso lo sguardo alla meta. Lasciatevi attirare da ciò che vi sta davanti e non lasciatevi frenare da ciò che è alle spalle. Fidatevi della parola e della vita di Gesù, che aprono un orizzonte nuovo di vita.

Infine, le Beatitudini indicano la via per edificare un’umanità autenticamente umana, capace di raccontare Dio attraverso la vita. È un cammino che passa attraverso la povertà in spirito, la mitezza, la misericordia, la purezza del cuore, l’impegno per la pace e la ricerca della giustizia, fino ad accogliere e integrare persino la persecuzione e la sofferenza che nascono dalla fedeltà al Vangelo. Tutto questo diventa possibile solo se permettiamo al Signore di purificare il nostro cuore con la sua presenza, donandoci uno sguardo nuovo, capace di riconoscere che anche dalla sofferenza può germogliare una vera umanità, così come è accaduto nella Pasqua di Cristo, nella sua morte e risurrezione. Come scrive sant’Agostino: «Dio non permetterebbe mai il male, se non fosse così potente e buono da trarre dal male stesso un bene».

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