Le migrazioni, per la Chiesa in Europa la sfida dell'educazione al rispetto

I partecipanti all' Incontro CCEE
Foto: CCEE
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L’Europa e le migrazioni, una questione ormai più politica che culturale che però coinvolge moltissimo cristiani in fuga dal Medio Oriente soffocato dal fondamentalismo. Un fenomeno che comunque è stato ed è salutare per la fede, perché molti cristiani giunti dall’Est europeo, dal Medio Oriente o dall’Africa hanno mantenuto e vivono la loro fede nei Paesi di accoglienza, spesso marcati da un forte processo di secolarizzazione.

Ma anche un fenomeno manipolato dai media che ha creato atteggiamenti ostili. Sono le conclusioni di Don José María La Porte, Decano della Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce che ne ha parlato ai vescovi e responsabili europei della pastorale dei migranti.

Il seminario tre giorni del CCEE che si è svolto a Stoccolma ha messo in luce che se nei dibattiti mediatici, il fenomeno migratorio viene affrontato solo dalla perspettiva economica o politica, il risultato appare evidente: si dimentica il diritto inalienabile alla dignità di ogni persona umana.

Non vanno usate categorie non “cristiane” per il fenomeno ma occorre raccontare  in modo appropriato la mobilità umana appare una sfida urgente che richiede un impegno rinnovato anche da parte della Chiesa.

Nella giornata di sabato 14 luglio, i partecipanti si sono confrontati insieme ai rappresentanti di Caritas Svezia, dell’ICMC e della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale su Come la Chiesa usa i media per parlare delle migrazioni e come la Chiesa forma e informa i suoi fedeli riguardo al fenomeno della migrazione.

In Europa, le Caritas nazionali hanno puntato su un impegno concertato tra loro, realizzando le stesse campagne mediatiche su vari reti social  come #whatishome volta a sensibilizzare gli utenti sul tema della “casa” e creare engagment tra di loro.

Attenzione anche alle false informazioni e si è puntato ad un maggior impegno nel formare, informare i fedeli e promuovere la collaborazione tra le varie realtà ecclesiali che operano nell’ambito della pastorale dei migranti è al centro della sua missione.

Nelle loro conclusioni, monsignor Duarte da Cunha, Segretario Generale del CCEE, e don Luis Okulik, Segretario della Commissione CCEE Pastorale Sociale, hanno sottolineato l’importanza di comunicare quanto di bello la Chiesa fa; l’urgenza di un uso appropriato del linguaggio utilizzato quando si parla della mobilità umana; di inquadrare chiaramente i singoli eventi, troppo spesso decontestualizzati; e di sfidare la narrativa comune, accettando innanzitutto l’incontro con l’altro, amandolo non in astratto, ma nella concretezza del quotidiano. Nell’ambito delle migrazioni, le opere hanno più forza di molte parole, spesso inadeguate a dare ragione del dramma e della solitudine vissuta da tante persone lontane dalla propria patria.

I lavori si sono conclusi nella mattinata di domenica 15 luglio con la celebrazione della Santa Messa in presenza delle comunità di migranti nella Chiesa di Santa Eugenia di Stoccolma e una visita all’Abbazia di Santa Brigida a Vadstena.

L’incontro annuale dei vescovi e delegati responsabili per la pastorale dei migranti delle Conferenze episcopali in Europa si è svolto a Stoccolma, Svezia, dal 13 al 15 luglio su invito del Vescovo locale, il Cardinale Anders Arborelius OCD, Responsabile della Sezione “Migrazioni” della Commissione CCEE per la Pastorale Sociale.

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