Le monache benedettine tornano a Norcia dopo il terremoto

L'Arcivescovo di Norcia e le monache benedettine
Foto: Arcidiocesi Spoleto Norcia
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“Dopo i terremoti e la conseguente lentezza burocratica potrebbe insinuarsi la tentazione di dire: andiamocene altrove. Invece, è necessario gettare le reti a Norcia e ricominciare da qui”. L’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, Monsignor Renato Boccardo incoraggia i fedeli a riprendere in mano la propria vita, dopo il devastante terremoto dell’ottobre 2016. Come hanno fatto le monache benedettine di S. Antonio, tornate dopo quasi tre anni, nella Città di San Benedetto.

Le otto claustrali, guidate da madre Caterina Corona, si sono stabilite in un modulo abitativo adattato a monastero e posizionato nel giardino della struttura ex Santa Pace, sempre di proprietà delle religiose.

Quella delle benedettine di Norcia è una storia che risale al 1412, anno del riconoscimento della comunità monastica e che oggi, dopo un’interruzione di oltre due anni a causa del sisma, “riparte, nel silenzio e nella preghiera, per produrre frutti preziosi di grazia e di misericordia per la Chiesa”.

Molti coloro che hanno partecipato alla celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia monsignor Renato Boccardo nel centro di comunità alla Madonna delle Grazie. Col presule hanno concelebrato il parroco di Norcia don Marco Rufini, don Dario Dell’Orso e padre Lorenzo Sena monaco benedettino silvestrino proveniente dall’abbazia di S. Silvestro a Fabriano. A far festa con le monache di Norcia sono giunte altre religiose dell’ordine fondato dal Santo patrono d’Europa: da Trevi, da Castel Ritaldi, da Fabriano, da Pontasserchio (PI), Viboldone (MI). Presente il sindaco della Città Nicola Alemanno, l’assessore regionale alla salute, alla coesione sociale e al welfare Luca Barberini e altre autorità civili e militari.

Al termine della Messa, tutti si sono trasferiti in Piazza Palatina, nel centro della Città, per avviare la processione fino al modulo abitativo adattato a monastero, benedetto dall’Arcivescovo.

La badessa, madre Caterina Corona, aveva tra le mani la reliquia di Santa Scolastica portata dai monaci benedettini di Norcia. Tanta la commozione della gente. In tanti hanno abbracciato le monache e, a volte anche con le lacrime agli occhi, hanno detto: “Bentornate! Sia lodato il cielo!”.

 

 

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