Le ricette dei pellegrini, la zuppa del Sabato Santo di San Francesco Saverio

Un dettaglio della copertina
Foto: edizioni San Paolo
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Si può fare il giro dei santuari come pellegrini con uno sguardo al cibo “da pellegrini”?

Decisamente si, e lo dimostra il libro di Don Andrea Ciucci e Paola Sartor che raccoglie 50 ricette per “ Nutrire l’anima”.

Si perché il cammino del pellegrino è segnato anche da un cibo che racconta storie e miracoli, tradizioni ed eventi.

Ad esempio, chi andava verso Gerusalemme in nave affrontava avventure e difficoltà. E in mare si mangiavano le gallette, ecco allora la ricetta. Ma non solo. Il libro raccoglie anche modi di rie, curiosità e la storia di alcuni cibi.

Ad esempio parlando di agnello gli autori raccontano di una cena monastica di un noto viaggiatore francese dell‘800 Pierre Loti che descrive il suo viaggio dal Sinai a Gaza e la sua cene nella foresteria del Monastero di Santa Caterina.

Ci sono poi le infinite tradizioni della Via Francigena, un lungo cammino europeo con le tradizioni di accoglienza dei pellegrini.

Nei passi di montagna ci sono ancora ricette che vengono proposte negli Ospizi come quello del San Bernardo gestito dai Canonici regolari di Sant’ Agostino che avevano la missione di accogliere i viandanti.

Ricette semplici, povere, o anche più impegnative come quelle dei benedettini di Einsielden, ed esotiche come quelle raccolte dai missionari in ogni parte del mondo.

E c’è anche una ricetta per il Sabato Santo ricordo di quella mangiata da San Francesco Saverio sulla nave che lo portava in missione.

E lo sgaurdo si apre anche ad altre religioni.

E non solo di cibo si parla nel libro, ma anche di cosa è il pellegrinaggio per i fedeli, missionari, pellegrini e santi. Letteratura da viaggio, libro di ricette, di storia e di spiritualità per “ Nutrire l’anima”, San Paolo edizioni.

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